Piccoli Uomini

albero   C’era una volta…..e c’è ancora, ma seguitemi, vi mostrerò angoli fantastici per passeggiare ed esplorare a vostro piacimento…..

bambina nel bosco                                                                                                                           ELFI

Chi sono? Sono visibili esclusivamente di notte, possibilmente sotto la Luna, che adorano come divinità. Bisogna essere molto attenti per riconoscerli, perchè possiedono il segreto dell’invisibilità: cioè pensano sempre “altro”, per esempio come sarebbe il cielo se ci fossero due Lune, o cose del genere.Amano tutto ciò che concerne la magia, dai tarocchi a Vanna Marchi; il fenomeno di un mistero li affascina tremendamente, credono nell’incredibile

Fisicamente

Nemmeno loro sono molto alti, ma snelli e leggeri, quasi niente, perchè la fame inizia alle tre del mattino e questa città a loro non ci pensa, così è tutto chiuso a ciccia. Vivendo molto al buio, hanno grandissimi occhi luminosi, più per essere visti che vedere, perchè comunque non hanno alcun interesse per un mondo ordinario in cui di magico c’è solo il Mago G.

Sono pallidi in viso e rossi alle mani, perchè si dimenticano sempre i guanti a casa e quando piove s’inzuppano, dal momento che odiano l’ombrello per pura testardaggine.

Cosa fanno

Stanno con le mani in mano, perchè non amano lavorare, e su questo punto vogliono mantenere il massimo riserbo.

Il loro territorio

è indubbiamente ad ovest, dove il sole tramonta e inizia la vita vera e propria. La loro predilezione va ai luoghi vicini ai corsi d’acqua ma non disdegnano le pozze stagnanti. Ci sono testimonianze di raduni esoterici molto speciali, ovviamente notturni, anche in altri posti della città:in mancanza dell’acqua si accontentano di un prato, o di un insieme di alberi, ai cui piedi piace sognare, che è la loro occupazione preferita.

due-lune,-paesaggio-digitale,-paese-montuoso,-montagna-145313 bambini nani                                              Folletti

Chi sono?

Loro invece sono visibili sempre dappertutto. Il guaio è che nessuno li nota. Li si può incontrare in diverse situazione e circostanze, a feste private e festival nazionali e ogni volta non sono a loro agio e spariscono dopo pochi minuti. Quello che veramente amano è girare da un luogo all’altro, perchè dopo un po sono fermi in un posto, iniziano ad agitarsi, quasi non si riesce a tenerli, neanche facendogli notsre che non hanno finito la birra. Loro sono già usciti e sono diretti dall’altra parte della città, giusto per vedere chi c’è. Siccome poi non c’è mai nessuno, non possono fermarsi, ne di giorno ne di notte, perchè la ricerca non conosce orari ne soste. Amano parlare molto ed ascoltare poco e sono curiosi: anche quando non hanno nessun interesse reale,s’informano, s’intrufolano, criticano e discutono ma tanto così, per dire. Quello che proprio non sopportano sono i documentari di Piero Angela, perchè non reggono la campagna,il meraviglioso mondo della natura li rattrista profondamente. Sono allegri solo in compagnia e quando sono soli, si addormentano.

Fisicamente

La loro particolarità sta nelle orecchie, Grandi, sempre aperte come antenne sempre all’erta, possono anche ruotare di 90 gradi e chiudersi: questo da maggiore aerodinamicità  se si ha fretta. La loro velocità li ha resi estremamente sottili, visti di fronte, ma di profilo sono larghi e piatti, così come hanno piatti i piedi per il gran correre. Hanno un naso particolarmente prominente per fiutare l’aria e prendere la situazione migliore, anche se poi finiscono per provarle tutte.

Cosa fanno

Sono ambite tutte le professioni in cui c’è da usare la parola e il movimento, purchè siano compiti separati, perchè appena si muovono non fanno più in tempo a parlare e viceversa.

Il loro territorio

La strada ovunque vada. La si trova prevalentemente agli incroci,, per le vie e nelle piazze, ma sopratutto nelle circonvallazioni, che di notte sono molto veloci. A volte viaggiano in gruppi di tre o quattro macchine, così anche se non trovano nesuno in giro, sono già in compagnia e il problema non si pone.

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Chi sono?

Sono visibili di giorno, dal petto in su, perchè danno molta importanza al collo, dove possono esibire una gran varietà di piccole sciarpe annodate in modo strano. Curano particolarmente il loro aspetto e si allenano continuamente a ridere di gusto, perchè soprattutto sono molto diplomatici e ragionevoli. Amano il TG, dove più che le notizie, seguono con vivo interesse le mille combinazioni possibili fra il vestito e gli occhi dell’annunciatori.

Fisicamente

Ovviamente non sono per nulla alti, hanno spalle curve, esili braccia che si sono allungate col tempo per scopo di lucro e grosse mani capaci di contenere molti gettoni del telefono, per cui vanno letteralmente pazzi. Non hanno barba, il loro viso è molto liscio, all’apparenza aperto e gioviale, ma quando si arrabbiano la loro faccia diventa verde pisello molto intenso e questo a volte diventa un problema perchè può stonare con il colore dell’abbigliamento. Per questo comunque, cercano di irritarsi il meno possibile e il loro aspetto per la maggior parte del tempo sorridente, ma la realtà è che non si sono ancora abituati alla dentiera, ragione per cui non mangiano più da anni e sopravvivono di caffè e altri eccitanti che li rendono pericolosamente nervosi e sgarbati.

Cosa fanno

Lavorano, perchè  non amano stare con le mani in mano. Li troviamo in tutti gli uffici possibili e immaginabili, perchè essendo estremamente socievoli non sopportano la noia di un’occupazione solitaria, mentre invece tutti quanti insieme ci si diverte un mondo anche senza fare niente.

Il loro territorio

Il centro, perchè se non si va in centro a fare 4 passi e vedere un po di gente non sembra neanche di essere in una grande città.CasettaGnomi                                                                                                                        Fate

Chi sono?

Sono famose perchè diventano belle solo di notte,perchè di giorno nessuno si premura di cercarle. Per questo motivo, si sono convinte che gli esseri umani ci vedono solo al buio e così si aggirano indisturbate alla luce del sole, divertendosi a prenderli in giro e a fare mille dispetti, credendo di passare indisturbate. In realtà, di notte poi gli uomini si vendicano e gliele fanno pagare tutte, anche se ad un occhio distratto sembra che a pagare siano loro. Le fate sono molto gelose, sempre solo per motivi estetici. Sono gelosissime anche di se stesse, se si trovano più belle di quello che pensavano di essere.

Una fata in crisi di gelosia si riconosce dalle scarpine che getta urlando contro qualsiasi cosa o persona sottomano: sono sempre di un bel rosso brillante, con un tacco molto appuntito, a cono rovesciato, un po come il copricapo stellato che ormai nessuno usa più, perchè è considerato tremendamente fuori moda e poi è veramente scomodo per chi ama così tanto andare al cinema. Del mondo moderno adorano ogni sorta di usa e getta, perchè hanno già le tasche piene di gomme e temperini profumati alla fragola. Usano colori sgargianti, non sopportano di passare inosservate.

Come sono fisicamente

Dipende. Solitamente basse, tarchiate e molto muscolose, quando scende la sera subiscono una inspiegabile trasformazione, per cui rimangono basse tarchiate e muscolose, ma così seducenti chissà perchè. I loro capelli si accorciano di giorno e si allungano di notte. Quello che rimane invariato è il naso, che ricoprono di una polverina particolare che lo rende invisibile, per poterlo ficcare dappertutto.

Cosa fanno

Le fate adorano socializzare che nel loro gergo significa “aggirarsi spettegolando e tormentando la gente”. Trascorrono il loro tempo preferibilmente dai parrucchieri, a rovinare capelli altrui con permanenti e tagli impossibili e nelle migliori botiques, dove con le loro magiche convincono le persone abbastanza piacenti da suscitare la loro invidia a comprarsi abiti e accessori assolutamente fuori luogo e misura, solo per renderle ridicole- Si dice che ultimamente si siano intrufolate anche nel mondo della cultura e dello spettacolo, ma questa è una vera maldicenza-

Il loro territorio

La difesa del territorio è uno dei problemi principali delle fate, sopratutto in città. Del resto, anche loro sono delle belle abitudinarie, vogliono sempre lo stesso posto, escono in gruppo e si trovano a loro agio dove c’è movimento e aria di festa: amano moltissimo, per esempio, i rivenditori di porchetta agli angoli della strada, ma non si disdegnano le feste private, purchè ci sia gente alla moda, così gli altri sono tutti in nero e loro possono spiccarebambina

Fate stay night - 02

Coboldi

Chi sono?

Ma….sno?

La loro peculiarità è che sono visibili, ma non esistono E’ possibile vederli “udire la loro voce” e a volte perfino toccarli (se qualcuno sente il desiderio perverso di farlo), e tuttavia nessuno è mai riuscito a dimostrare che esistono. Nemmeno loro.

E si che sono sempre in tanti, generalmente contro uno. I coboldi odiano tutto e tutti e brontolano dal mattina alla sera perchè non c’è niente che va bene, tranne naturalmente che essere un cobaldo: cioè rabbioso,polemico,petulante e rissoso. Quando incontrano un tipo così, allora diventano veramente bendisposti e buontemponie gliele suonano di santa ragione, perchè detestano sentirsi allegri e disponibili.

Come sono fisicamente

Nessuno ha mai visto un coboldo negli occhi, perchè li tengono ben chiusi: ci mancherebbe che devono anche guardare! In ogni caso, portano sempre buffi occhiali scuri che non puliscono mai perchè non servono a niente. Ovviamente sbattono spesso contro i vari pali metropolitani e la loro faccia nel tempo è diventata piatta e genericamente tumefatta, di un bel colore violaceo, che è anche tanto di moda quest’anno. Sul naso, portano delle originali mollette variopinte e considerano grande saggezza lasciar cadere tutti i denti, per non avere mai la tentazione di ridere, tipico fenomeno umano estremamente volgare e inutile. La testa è sproporzionatamente più grossa dell’intero corpo, che non sempre ricordano di avere, anzi lo dimenticano spesso in giro, sopratutto negli angoli, perchè è lì che amano fermarsi a borbottare.

Cosa fanno

Naturalmente niente, anzi disprezzano profondamente tutti quelli che si danno un gran daffare, le cosiddette persone di “buona volontà”. Solo quando si ammalano, vengono presi da un insano desiderio di attività: allora diventano frenetici nel loro tentativo di fare andare peggio le cose e in questo, bisogna dirlo, sono insuperabili. A turno si piazzano possibilmente negli enti pubblici o statali, dove ritrovano in poco tempo la sana voglia che vada tutto in vacca.

Il loro territorio

Il loro posto preferito rimane la metropolitana, soprattutto di notte , che sembra fatta apposta per le loro esigenze,ma si adattano a qualunque zona, purchè munita di angoli, gradini o panchine, perchè quando hanno con sè anche il corpo, si stancano facilmente e cercano ogni due per tre di afflosciarlo da qualche parte.

finalfantasyxivnews5cit                                                                                                                            Nani

Chi sono

Odiano essere confusi con i mezzouomini, cosa che capita regolarmente.Il fatto è che i nani non si possono vedere mai perchè sono veramente troppo piccoli:perciò, se ne vedete uno, state pur certi che è un mezzuomo. Detto questo, dal momento che comunque esistono, hanno il loro caratterino, che è tutto d’un pezzo, combattivo e permaloso, anche se per natura si inteneriscono davanti ad una manifestazione sindacale, a parte di non essere calpestati. Apprezzano molto lo scopone scientifico e tutti i giochi competitivi, ma non amano giocare d’azzardo, essendo estremamente avari e non accettando assolutamente di perdere. Sono grandi collezionisti di tutto quello che trovano in giro, ma prediligono i bottoni, soprattutto gli automatici, gli accendini Bic, le chiavi di casa e della macchina. A volte si incapricciano di occhiali da vista, così poi si devono mettere a letto un po di giorni per il gran mal di testa.

Come sono fisicamente

Ovviamente non si sa assolutamente come siano fatti Tuttavia, si può capire che c’è un nano quando si vede un filo di fumo che sembra nascere dal nulla: è il suo cappello che fuma e questo vuol dire che è molto arrabbiato. Oppure può capitare di intravedere delle righe colorate volare veloci nella stanza: è un nano felice in tuta che sta saltellando. Se le righe sono orizzontali, il nano sarà magro, se sono verticali, sarà un nano grasso: questo perchè anche se rudi, alla loro bella figura ci tengono.

Cosa fanno

Costruiscono, loro costruiscono sempre non per questo portono a termine quello che fanno, anzi quasi mai. Quando vedete in giro mezzo ponte, una parte di aquedotto, o degli eterni lavori in corso, potete stare certi che ci sono di mezzo loro. Con questo, sono dei lavoratori di grande iniziativa, nel senso che iniziano, iniziano sempre e perciò sono molto richiesti nelle imprese edili, sia private che pubbliche ma la loro preferenza è senz’alto a quelle pubbliche dove incominciano sempre tanti progetti senza pretendere che siano anche portati a termine.

Il loro territorio

Sono appassionati di lotta e hanno vivissimo il senso della sfida: basta che siano coinvolti personalmente, perciò seguono con vero interesse l’esercito,la polizia e tutte le forze dell’ordine in azione; i più evoluti tra loro si divertono moltissimo in Borsa, ma la maggior parte è presente in gran massa negli stadi e ai concerti Rock, dove c’è sempre un gran casino e la gente perde veramente di tutto.bambini su marciapiede

Ogni tanto perdere la testa divertendosi a fantasticare e ironizzare ci si sente più apprezzati da noi stessi…..

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Il Lupo

UN LUPO FERITO UNA FEMMINA PER LA PRECISIONE CHE MANGIA DALLA MANO DEI SUO SOCCORRITORI.Questo fotogramma della storia di Lilith, che allo stremo delle forze si rifugiò in giugno in un recinto per le pecore sulle colline bolognesi, la accomuna ad un altro lupo famoso sul web, Navarre, anch’esso curato dal Centro tutela fauna Monte Adone. Navarre però non ce l’ha fatta. Lilith sì. Quattro mesi di parziali recuperi, ricadute e tribolazioni varie: ma ora è guarita e soprattutto libera. Dopo il “continua” c’è il video con la storia di Lilith pubblicato pochi minuti fa su Youtube.Lilith era stata colpita da un cacciatore e quasi certamente investita da un’auto. Prima della liberazione è stata dotata di un radiocollare per seguire i suoi spostamenti e sapere se riuscirà a reinserirsi nel branco d’origine.Mi piace sottolineare le ultime inquadrature. Lilith corre verso la libertà, ma pur senza fermarsi si volta a guardare gli uomini che l’hanno salvata. Si volta una, due volte. Come se volesse salutarli e custodire il loro ricor

La ragazza che per 2 anni ha vissuto con i lupi

In origine il Sole aveva un aiutante, che si chiamava Napi. Un giorno, dopo aver terminato il suo lavoro, Napi trovò un grosso pezzo di argilla cominciò a lavorarla per trarne fuori qualcosa. Era un bravo artigiano e riuscì a realizzare la prima figurina, con una bella forma simmetrica; successivamente ne realizzò delle altre e così realizzò le figurine di tutti gli animali della Terra. Appena ne aveva completata una, vi soffiava sopra, le dava un nome e una destinazione. La figurina si animava e cominciava a popolare la terra.

Con l’ultima rimanenza di argilla realizzò una figura nuova; la chiamò uomo e lo mandò a vivere con i lupi.

Gli animali si lamentarono perché non riuscivano ad adattarsi all’ambiente loro assegnato, perciò Napi assegnò a ciascuno l’habitat ideale. Tutti gli animali furono soddisfatti, tranne l’uomo, che vaga ancora alla ricerca di un luogo soddisfacente.

CHI È?

Il lupo è un Carnivoro antenato del cane domestico. La taglia è infatti quella di un cane di medie dimensioni, di 30-40 Kg, caratterizzato da arti più lunghi, torace possente, testa con fronte più larga e sfuggente, occhi obliqui e orecchie erette. Il mantello sfuma dal beige chiaro della porzione ventrale al beige-rossiccio dei fianchi fino al nerastro della groppa e la coda.
Il WWF ha lanciato per la prima volta in Italia l’allarme su questa specie oltre 40 anni fa: nella nostra penisola sopravvivevano appena un centinaio di lupi. Da allora la popolazione di lupo in Italia ha subito un notevole incremento, grazie anche alla sua protezione legale, iniziata negli anni ’70, alle campagne di sensibilizzazione e allo spopolamento umano delle montagne.
Tuttavia i pericoli e le minacce sono cambiati. Anzi, oggi muoiono più lupi che in passato: ne vengono uccisi oltre il 20% ogni anno, e questo dimostra che una legge non è mai abbastanza.
Le popolazioni di lupi si trovano ancora in uno stato di rischio, periodo soprattutto a causa del bracconaggio: questo rende il lupo ancora oggi una specie minacciata.

L’ABC DEL LUPO

Nome scientifico
Canis lupus

Status Vulnerabilità IUCN
LC – Least C

Caratteristiche fisiche
Il suo mantello varia a seconda dell’età e delle stagioni. Il tono dominante è bruno o fulvo con delle sfumature più chiare sulla parte mediana della testa, sulle orecchie e sulle zampe, che presentano anche un’evidente striscia scura.

Curiosità
La vista e l’udito sono molto sviluppati. Il fenomenale olfatto gli permette di sentire la presenza di prede anche a grandi distanze.

L’IBRIDAZIONE

Perché l’ibridazione tra lupi e cani randagi è un problema?
Il rischio è che gli accoppiamenti tra lupi e cani randagi portino alla perdita degli adattamenti acquisiti nel corso di milioni di anni attraverso la selezione naturale.
A questo si aggiunge l’effetto collaterale del “capro espiatorio”: i danni al bestiame causati dagli ibridi e dai cani vaganti, ben più numerosi, sono in tutto simili a quelli causati dal lupo; ma è a quest’ultimo che viene sempre data la colpa, con un accanimento sempre più marcato.
Da qualche anno la Commissione Europea ha confermato che gli ibridi rappresentano una minaccia per la conservazione del lupo.

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Cenni di storia

Già 15.000 anni fa, o forse più, l’uomo aveva iniziato questo splendido lavoro.
Sfruttò la curiosità di alcuni soggetti (lupi) verso gli accampamenti, e cercò di accattivarseli offrendo loro, avanzi di cibo. Una volta conquistatane la fiducia, li seguì nella caccia per imitarne le tecniche di predazione e cattura, al fine di perfezionare le proprie, oppure, per approfittare degli esemplari già catturati. Si servì delle loro voci e del loro comportamento all’avvicinarsi di un intruso, per mettersi in allerta e proteggere così gli insediamenti.
Nell’arco di “anni e anni” selezionò il Cane.
Ne modificò l’aspetto corporeo, per far ‘sì, che fosse più adeguato alle mansioni lavorative alle quali lo avrebbe destinato; ne modificò leggermente il carattere, alterandone o meno certune particolarità, sempre mirando ad uno specifico impegno operativo. Ma nella maniera più assoluta, non volle mutarne le qualità sociali.
Abbiamo ora, nel cane, alcune diversità nella crescita fisica e mentale a seconda della razza selezionata, ma non abbiamo, anche nelle razze più progredite, una completa crescita della personalità rispetto al progenitore lupo, vale a dire, l’evoluzione psicologica del cane si ferma allo sviluppo mentale di un lupo di un anno circa, non arriva cioè, allo stadio di maturità in cui, il branco ove è nato, comincia ad andargli stretto e così, tenta la scalata sociale per arrivare al posto di leader, o, nel caso in cui ciò non gli riuscisse, si stacca dal nucleo familiare, per formarne un nuovo.

– In ogni Cane si cela un giovane Lupo che ben si presta ad accontentare il suo capo-branco, a servirlo e onorarlo pur di avere la sua protezione e mantenere un posto all’interno del clan.

Il Lupo

“Il Lupo è un individuo sociale, quindi docile, duttile, intelligente. La natura sociale del Lupo, questo suo progredire per la vita di branco, la sua estrema disponibilità e coscienza verso ‘l’alleanza’ – la capacità di comunicare, di disporsi in maniera assennata affinché esista l’ordine, di controllare la propria indole aggressiva , di aiutare nell’allevamento dei cuccioli, di collaborare nella caccia – ha consentito il processo di addomesticamento, agevolando l’uomo nella trasformazione da Lupo a Cane.”

Il Lupo – Canis Lupus

Il Lupo (Canis lupus, Linnaeus 1758) è un mammifero placentato appartenente alla famiglia dei Canidi, ordine sistematico dei Carnivori. Le dimensioni del lupo variano a seconda della sottospecie, ma generalmente questo animale ha la taglia di un grosso cane: i maschi, generalmente più grandi delle femmine, misurano da 135 a 170 cm di lunghezza, mentre l’altezza al garrese varia da 45 a 90 cm; 30-35 cm spettano alla coda. Il peso in genere è di 25-35 kg, anche se spesso raggiunge i 40-45 Kg.
Il mantello invernale ha pelo lungo e fitto e la colorazione tende al grigiastro, contrariamente a quello estivo in cui il pelame è corto, rado, poco denso e di colore marrone-rossiccio.
Una macchia bianca si estende ai lati del muso e sulle guance, mentre la punta della coda é nera. Nella popolazione italiana e in quelle mediterranee in genere, gli arti anteriori frontalmente sono sempre percorsi da una sottile striscia longitudinale scura. Le orecchie sono triangolari, arrotondate, erette e più corte che nel cane. Gli occhi sono in genere di colore giallo dorato o ambrato.
Il Lupo in tempi storici era comune e diffuso in tutto il Nord America e l’Eurasia, con l’esclusione di Indocina e Indonesia. Attualmente, sia per la persecuzione diretta da parte dell’uomo che per l’alterazione degli ambienti idonei, la distribuzione è notevolmente più limitata e frammentata e, in Europa, le popolazioni relitte sono confinate nella ex Unione Sovietica europea, nelle penisole balcanica, iberica e italiana.
In Italia, fino a pochi anni fa, la presenza del Lupo era limitata, con poco più di 100 esemplari, alle regioni centrali e meridionali, ma negli ultimissimi anni si è verificato un incremento demografico (attualmente gli individui stimati sono 380-500) e una notevole espansione dell’areale che ora comprende anche l’Appennino settentrionale ed i primi rilievi montuosi francesi.

Questa espansione è da attribuire, verosimilmente, a tanti fattori favorevoli:

1. La protezione legale della specie,

2. L’abbandono di molte aree montane e sub montane,

3. Il ritorno in molte aree dei grossi Ungulati selvatici.

Inoltre, l’espansione della popolazione balcanica di lupi, che ormai ha raggiunto il confine italiano, lascia prevedere una rapida colonizzazione anche delle Alpi orientali.

In Calabria, dove è sempre rimasto uno dei nuclei più consistenti della popolazione italiana, l’areale, che nel recente passato comprendeva il Pollino, la Sila e parte della Catena Costiera, si è espanso verso sud fino all’Aspromonte da dove era scomparso da alcuni decenni.
Le popolazioni isolate sopravvissute nell’Europa meridionale (Italia, Spagna e Balcani) soprattutto grazie alla presenza di ambienti relativamente aspri, selvaggi e poco sfruttabili da parte dell’Uomo e a pratiche pastorali meno intensive e più tradizionali, fondate più sulla difesa delle greggi che non sulla distruzione del predatore, rappresentano i centri di diffusione per la ricolonizzazione di almeno una parte dell’areale europeo centrale e meridionale da cui il Lupo é scomparso da lungo tempo.
Sottospecie

Esistono molte sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali, tra cui:

Cane – Canis lupus familiaris
E’ il cane domestico.

Lupo europeo – Canis lupus lupus
E’ la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all’Himalaya.

Lupo delle steppe – Canis lupus campestris
Vive nelle vaste steppe dell’Asia centrale. E’ grigio-rossastro.

Lupo della tundra d’Eurasia – Canis lupus albus
E’ presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.

Lupo della tundra – Canis lupus tundrarum
Vive nelle regioni dell’Alaska.

Lupo dei boschi o Lupo del Canada – Canis lupus lycaon
Presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.La lunghezza varia dai 150 ai 180 cm, includendo anche la coda. Gli esemplari più grossi possono avere una coda anche lunga più di 50 cm, raggiungendo anche i due metri. L’altezza al garrese varia dai 65 agli 85 cm.
Il lupo dei Boschi riesce a raggiungere un peso superiore ai 45 Kg, l’esemplare maschio medio pesa attorno ai 35 Kg, mentre l’esemplare femmina medio pesa circa 30 Kg.Tipicamente, il Lupo dei boschi possiede una pelliccia color argento o grigio-marrone, e il pelo, nella sua parte inferiore ha un colore marrone-chiaro o color crema. Durante i mesi invernali il pelo tende a diventare più scuro.

Da ricordare anche Canis lycaon, ovvero il Lupo del Canada orientale, presente a est del Canada, da non confondersi col precedente. Originalmente si pensava che fossero lo stesso lupo, ma nuovi dati e test genetici hanno rivelato che i Lupi che occupano la regione del Parco Algonquin nel Canada sono specie molto diverse dai lupi dei Boschi, e che sono molto più imparentati con il lupo rosso Canis rufus.

Lupo del Nebraska – Canis lupus nubilus
Presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.

Lupo del Messico – Canis lupus baileyi
Presente in Messico e in parte del Texas e dell’Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, allo stato attuale la popolazione selvaggia è di 35-50 individui.
La sua lunghezza non supera quasi mai i 135 cm. La sua altezza non supera quasi mai gli 80 cm e il suo peso varia dai 27 ai 45 Kg.
La sua pelliccia è di colore grigio, alcune volte, accompagnato da qualche tinta rossiccia.

Lupo bianco – Canis lupus arctos
Presente in Groenlandia e nell’Artico del Canada, dal tipico manto bianco o crema.
Sono lunghi circa dai 90 ai 150 cm includendo anche la coda, la loro altezza al garrese varia dai 65 agli 80 cm e il loro peso supera spesso i 45 Kg arrivando anche a superare gli 80 Kg negli esemplari completamente sviluppati.

Lupo appenninico – Canis lupus italicus
Presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato “specie particolarmente protetta”. Il lupo appenninico è più piccolo rispetto al lupo comune: il peso di un esemplare maschio si aggira attorno ai 30-35 Kg, mentre nell’esemplare femmina il peso è di circa 20-25 Kg. La lunghezza media è di circa 120 cm, mentre l’altezza media è di circa 50-70 cm. Il pelo è di colore grigio-marrone. A partire dagli inizi del ‘900, incominciarono le persecuzioni nei confronti del lupo degli Appennini. Rapidamente, la popolazione diminuì di numero: il lupo scomparì definitivamente dalle Alpi ,dalla Sicilia, e negli anni successivi anche negli Appennini si riscontrò un forte calo della popolazione.Nel dopoguerra la situazione divenne sempre più grave, finché negli anni ’70 la popolazione raggiunse un numero di 100-110 esemplari. A partire dagli anni ’70 si attuarono quindi le prime politiche di conservazione riuscendo ad arrivare così ad una popolazione di circa 200 individui un decennio dopo,e di circa 400 lupi negli anni’90. La popolazione odierna conta circa 500-600 esemplari, secondo le ultime stime. Purtroppo continuano tuttora alcune campagne di persecuzione attraverso fenomeni come il bracconaggio.Il lupo, oggi, è presente sull’intera catena degli Appennini, sulle Alpi Occidentali, in Lazio e in Toscana.

LUPO_OCCHI.0000000022NOTA:
Il Lupo appenninico è uno dei “protagonisti” della storia del Lupo Italiano, una razza canina nata da una selezione partita da un cucciolo di una femmina di Lupo appenninico e di un maschio di Pastore tedesco.

Lupo della Russia – Canis lupus communis
Presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.

Dingo – Canis lupus dingo
Presente in Australia.

Lupo di Honshu – Canis lupus hodophilax
Sottospecie estinta dal 1905. Era presente sulle isole di Honshu, Shikoku, e Kyushu.

Lupo indiano – Canis lupus pallipes
Presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India. Da questa sottopsecie probabilmente deriva il dingo.

Lupo di Hokkaido – Canis lupus hattai
Estinto dal 1889, abitava nell’isola giapponese di Hokkaido e marginalmente in Siberia meridionale (Russia).

Lupo del Mar Caspio – Canis lupus cubanensis
Presente, con popolazione in declino, tra il Mar Caspio e il Mar Nero.

Lupo Arabo – Canis lupus arabus
Presente, con popolazione in declino, in Arabia Saudita, Yemen e Oman.

Lupo Egiziano – Canis lupus lupaster
E’ una piccola sottospecie dell’Africa settentrionale, oramai relegata ai monti del Sinai in Egitto ed è considerato in pericolo critico. Si nutre di ciò che quelle aride terre offrono e può entrare in competizione colla sottospecie di leopardo ivi presente ossia (Panthera pardus jarvisi). ”

Lupo della Valle Mackenzie – Canis lupus occidentalis
Presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone.

Vanno ancora ricordati:

Lupo Rosso – Canis rufus
Presente nel sud degli Stati Uniti.
Si ritiene che in origine fosse diffuso in gran parte della porzione orientale del Nordamerica, dalla Pennsylvania al Texas. Nell’ultimo secolo, tuttavia, la caccia, la distruzione dell’habitat e l’ibridazione con il coyote hanno portato la specie sull’orlo dell’estinzione. Attualmente rimangono solo 270 esemplari, 170 dei quali in cattività e 100 reintrodotti nella Carolina del Nord.In passato erano diffuse tre sottospecie del lupo rosso, due delle quali sono estinte. Il Canis rufus floridianuss si è estinto nel 1930, mentre il Canis rufus rufus è stato dichiarato estinto nel 1970. Il Canis rufus gregoryi, la sottospecie sopravvissuta, allo stato selvatico si è estinta nel 1980.La classificazione tassonomica del lupo rosso è stata a lungo dibattuta: tradizionalmente, è sempre stato considerato una specie a sé stante. Altri ritengono che il lupo rosso sia semplicemente frutto dell’incrocio fra il lupo grigio e il coyote.

Lupo d’Etiopia o Lupo di Abissinia o Caberù o Volpe di Simen o Sciacallo di Simen – Canis simiensis E’ una tra le più rare e minacciate specie di canidi . Vive sulle montagne dell’Etiopia, a circa 3.000 metri di altezza sul livello del mare. Ne sopravvivono solo 12 branchi, per un totale di 550 esemplari adulti.

Qui di seguito sono riportate delle sottospecie che, come si puo’ notare dal nome sia italiano che latino, differiscono quasi sempre per la localizzazione geografica:

Lupo dell’isola di Newfoundland – Canis lupus beothucus
Presente sull’isola di Newfoundland, sulla costa est del Canada. E’ estinto.

Lupo di Bernard – Canis lupus bernardi
Presente in Nord-America. E’ estinto.

Lupo della Mongolia – Canis lupus chanco
Vive in tutti gli ambienti. Dalla tundra alla taiga fino alle steppe.

Lupo della Columbia Britannica – Canis lupus columbianus

Lupo dell’isola di Vancouver – Canis lupus crassodon

Canis lupus filchnevi

Lupo delle Montagne delle Cascate (Riserva delle Cascate di Banfora, Burkina Faso)- Canis lupus fuscus
E’ estinto.

Lupo grigio-bianco – Canis lupus griseoalbus

Lupo Hudson – Canis lupus hudsonicus

Lupo delle Montagne Rocciose settentrionali -Canis lupus irremotus

Lupo di Labrador – Canis lupus labradorius

Lupo dell’Arcipelago Alexander – Canis lupus ligoni
Presente nelle regioni dell’Alaska presso l’arcipelago Alexander.

Lupo dei territori nord-occidentale – Canis lupus mackenzii

Lupo dell’isola di Baffin – Canis lupus manningi
Presente sull’isola Baffin (Baffin Island), appartenente al Canada, la maggior isola dell’Arcipelago artico canadese.

Lupo austro-ungarico o Lupo dei canneti – Canis lupus minor
E’ una sottospecie di dimensioni particolarmente modeste che visse fino all’inizio del XX secolo in Ungheria e nella parte orientale dell’Austria. E’ estinto.

Lupo sud-occidentale – Canis lupus mogollonensis
E’ estinto.

Lupo del Texas- Canis lupus monstrabilis
E’ estinto.

Lupo groenlandese – Canis lupus orion

Lupo dell’Alaska – Canis lupus pambasileus

Lupo iberico – Canis lupus signatus
E’ il lupo della penisola Iberica.

Lupo delle Montagne Rocciose meridionali – Canis lupus youngiluponi

Favole di Esopo

L’Usignolo e lo Sparviero

Posato su un’alta quercia, un usignuolo, secondo il suo solito, cantava. Lo scorse uno sparviero a corto di cibo, gli piombò addosso e se lo portò via. Mentre stava per ucciderlo, l’usignuolo lo pregava di lasciarlo andare, dicendo che esso non bastava a riempire lo stomaco di uno sparviero: doveva rivolgersi a qualche uccello più grosso, se aveva bisogno di mangiare. Ma l’altro lo interruppe, dicendo: “Bello sciocco sarei, se lasciassi andare il pasto che ho qui pronto tra le mani, per correr dietro a quello che non si vede ancora! “.

Così, anche tra gli uomini, stolti sono coloro che, nella speranza di beni maggiori, si lasciano sfuggire quello che hanno in mano.

L'Usignolo e lo Sparviero