Il lavoro, nostra condanna

Abitare in Calabria

Esiodo elogia il lavoro onesto ( con cui si realizza la propria dignità ) e gli attribuisce valore morale, ma lo considera una dura necessità e una punizione che la divinità aveva inflitto agli uomini in conseguenza di una loro colpa: prima di ciò l’umanità viveva in una età chiamata d’oro, durante la quale la terra dava i suoi frutti senza richiedere sacrifici e sforzi. Lucrezio, laico ammiratore del progresso, mostra invece sin dagli inizi della storia la lotta dell’uomo contro una natura nella quale egli non è un essere privilegiato, sicché il passaggio dallo stato primitivo alla civiltà è possibile solo grazie alla fatica e all’ingegno umano. Virgilio, attuando una sorta di sintesi della riflessione precedente, afferma che Giove ha voluto che, dopo l’età dell’oro, gli uomini si risvegliassero dal torpore  e che tramite il lavoro progredissero verso la civiltà inventando tecniche ed arti. Ma, pur giustificando il labor

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