Bananas

Bananas    Banane                                                                                                      Banana pianta                                                     La banana, uno tra i cibi più consumati nel mondo, è il frutto del banano del genere Musa. Ha una forma allungata e si sviluppa secondo il classico “caschetto” che può arrivare a pesare fino a 50 kg. Ha una buccia esterna piuttosto dura, di un colore che va dal verde chiaro al giallo (a seconda del grado di maturazione). La parte commestibile della banana è la sua polpa che si presenta biancastra e piuttosto dolce. Il frutto contiene molto zucchero ed è estremamente nutriente, ecco perché può facilmente sostituire un piccolo pasto ed è molto indicato come “spuntino”, anche per il suo notevole potere “saziante”.

Malattie e parassiti della banana
Le banane, anche a causa di una limitata diversità genetica, sono soggette a malattie e attacchi di parassiti, favoriti anche dal fatto che all’interno del frutto non esistono semi “vitali”: la più nota è sicuramente la cercosporiosi, riscontrabile soprattutto nel nord Italia e nella Pianura Padana, caratterizzata dalla comparsa di piccole macchie necrotiche sulla buccia, che possono diventare sempre più numerose fino a distruggere il frutto se non si interviene tempestivamente con il fertilizzante. Si riteneva che questa malattia derivasse dal dna di un virus integrato nel genoma della specie Musa balbisiana e viene anche chiamata malattia delle “righe nere”. Particolarmente temuto dai coltivatori di banane, è il Banana Bunchy Top Virus (BBTV) più distruttivo in Asia; i metodi per controllarlo, sono sostanzialmente due:
1) lo sradicamento delle piante infette;
2) il controllo dei vettori che diffondono l’infezione.

Proteine e calorie della banana
Grazie alle sue proprietà nutritive ed energetiche la banana è particolarmente indicata per chi fa sport (l’ideale sarebbe mangiarla 40-50 minuti dopo l’attività fisica), anche in virtù della presenza di sostanze vasoattive, come la tiamina, dopamina, noradrenalina eserotonina. Ricca di amido, zuccheri, vitamina B1, B2, C, E, minerali (fosforo, magnesio, sodio, potassio, ferro, zinco) e tannini. Le proteine presenti in un frutto sono 1,09, i grassi 0,33, i carboidrati per differenza 22,84, le fibre 2,6. Un frutto del peso di 100 grammi, contiene: 89 calorie, 0,33 grassi, 22,84 carboidrati, 74,91 acqua.

Le vitamine della banana
Tra le vitamine del gruppo B, presenti nella banana, sono particolarmente importanti laVitamina B2 che facilita l’eliminazione delle tossine, mantiene sani i capelli e unghie e restituisce lucentezza alla pelle; la vitamina PP e la vitamina B6 molto importanti anch’esse per la salute della pelle e per “regolare” gli ormoni sessuali. La vitamina B6, in particolare, agisce bene combinata con altre due altre sostanze presenti nella banana: il triptofano e il magnesio e insieme stimolano l’organismo a produrre serotonina essenziale per l’equilibrio mentale e per il tono dell’umore e la qualità del sonno.

Le proprietà mediche della banana
Secondo uno studio effettuato dal Mind (che si occupa di consulenza aziendale), la banana sarebbe particolarmente indicata per le persone che soffrono di depressione. Questo è dovuto ad una particolare sostanza in essa contenuta, il triptofano, che l’organismo trasforma in serotonina, migliorando l’umore e l’equilibrio nervoso. Ciò è dovuto anche al gran numero di vitamine del gruppo B, che hanno un potere calmante. Uno studio avviato presso l’Istituto di Psicologia in Austria, ha dimostrato (in controtendenza con il parere di molti dietologi) quanto la banana incida positivamente su chi è sovrappeso o anche chi è stressato dal lavoro.

Pianta e fiore di Banano  Banane rosa

COLOMBIA, Chiquita Brands e finanziamenti ai gruppi armati irregolari

La multinazionale Chiquita Brands International è uno dei marchi leader del settore bananiero. Operante anche in Colombia, la Chiquita Brands è accusata da organizzazioni sociali e ambientaliste di tutto il mondo di violare i diritti fondamentali dei lavoratori impiegati nelle piantagioni di banane e di finanziare gruppi di paramilitari per la repressione di qualsiasi forma di protesta. Il conflitto, la Chiquita Brands International Inc, una delle maggiori produttrici di banane al mondo, opera in Colombia dal secolo scorso. A livello nazionale quanto internazionale organizzazioni di lavoratori, organizzazioni ambientaliste e per la difesa dei diritti umani denunciano la multinazionale per gli impatti ambientali, sociali e sulla salute derivanti dal massiccio uso di pesticidi e per la militarizzazione dei territori e l’uso di pratiche repressive ad opera di gruppi armati finanziati dalla multinazionale stessa.bananas (1)

La Chiquita Brands International Inc. è una multinazionale che commercializza e distribuisce frutta e vegetali con il marchio Chiquita®, e altri sempre appartenenti all’azienda, in più di sessanta paesi. La compagnia è una delle maggiori produttrici di banane a livello mondiale e una delle più importanti distributrici nei mercati europei e nordamericani. Creata nel 1899, la compagnia bananiera United Fruit Company (come si chiamava inizialmente) si è espansa in pochi anni in una decina di paesi del continente americano. In Colombia inizia ad operare nei primi decenni del secolo scorso, diventando United Brands nel 1970 e, infine, Chiquita Brands nel 1989. Attualmente i principali azionisti della Chiquita Brands International Inc. sono:

Barclays Plc : 3,47% (Inghilterra)
Barrow, Hanley, Mewhinney & Strauss Inc : 3,4%: (USA)
Deutsche Bank AG: 13,19% (Germania)
Dimensional Fund Advisor Inc.: 8.4% (USA)
FMR Corp. (Fidelity Investments):14.97% (USA)
Goldman Sachs Group Inc.: 6.14% (USA)
Lindner Carl: 14% (USA)
Omega: 5.2% (Israele)  Oppenheimer Capital: 7.2% (USA)
Vanguard Group Inc.: 2.71% (USA).

Chiquita banane  Banana balla                                     Nel corso del secolo scorso, la multinazionale si è fatta conoscere per le condizioni di lavoro a cui sottopone i lavoratori nelle piantagioni, sottopagati e costretti a pesanti turni di lavoro, e per gli impatti ambientali e sulla salute derivanti dall’uso di pratiche agricole altamente inquinanti, come le fumigazioni con pesticidi tossici, proibiti in altri paesi proprio perché causa di gravi danni alla salute. Per questo in molti dei paesi in cui opera la multinazionale si sono sviluppati movimenti di protesta di organizzazioni di lavoratori e di organizzazioni ambientaliste che si oppongono al modello agricolo portato avanti dalla multinazionale. Oltre a ciò organizzazioni di lavoratori, organizzazioni sociali colombiane e internazionali accusano la Chiquita Brands International Inc. di appoggiarsi e di finanziare gruppi paramilitari per la repressione violenta di qualsiasi forma di protesta all’interno delle piantagioni e di aver così diffuso nei territori in cui opera altissimi livelli di militarizzazione che hanno portato nel corso degli anni a frequenti e reiterate violazioni dei diritti umani. In particolare, in Colombia, famigliari di lavoratori uccisi in azioni di repressione da parte dei gruppi paramilitari e attivisti di organizzazioni tanto nazionali quanto internazionali hanno avviato nel corso degli anni processi giudiziari contro la multinazionale per la violazione dei diritti umani e sindacali e per l’inquinamento di acque e terreni a causa dell’uso di pesticidi nelle piantagioni. In risposta alle mobilitazioni sociali, la multinazionale si è impegnata nella produzione di una cosiddetta banana pulita, coltivata senza pesticidi e trattata e raccolta nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la Chiquita Brands continua a violare i diritti fondamentali dei lavoratori e a finanziare gruppi di paramilitari per la repressione delle proteste nelle piantagioni.

Banana e bici    Jane Chiquita - Banana

Impatti

Impatti ambientali:

Fumigazioni aeree, che vedono l’uso di pesticidi proibiti negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e in Canada, come il Bitertanol, venduto col nome di Baycor, il Chlorpyrifos, il cui nome commerciale è Lorsban, il Carbofuran, venduto come Furadan e altri pesticidi e diserbanti pericolosi per la salute umana. Ricerche condotte dall’Università Nazionale di Heredia (Costa Rica) rivelano che gli indici di avvelenamento sono tre volte maggiori nelle zone bananiere che nel resto del paese. Hanno inoltre riscontrato casi di sterilità e forme tumorali nei lavoratori delle piantagioni. Le fumigazioni aeree di questi prodotti possono essere effettuate fino a 40 volte in un anno.

impoverimento dei suoli e contaminazione delle acque per il massiccio uso di pesticidi.

grande produzione di rifiuti. Si riportano a tal proposito i dati relativi alla produzione di rifiuti nella zona bananiera di Uraba (Si veda il rapporto “Desechos generados por la industria bananera colombiana”)

perdita di biodiversità per la sostituzione di boschi e foreste con piantagioni di banani. Inoltre, dopo tre o quattro anni, a causa dello sfruttamento intensivo del suolo e per il massiccio uso di pesticidi, il terreno perde fertilità, richiedendo l’espansione delle piantagioni verso nuovi terreni.

Impatti sociali:

Le attività della Chiquita in Colombia hanno comportato gravi impatti sulla popolazione locale, soprattutto nei dipartimenti costieri di Magdalena e Uraba:

militarizzazione dei territori e proliferazione di gruppi armati nelle zone bananiere

sfollamento forzato di comunità per la produzione delle banane nei loro territori

violazione dei diritti umani e acutizzazione del conflitto armato persecuzione di giornalisti, sindacalisti e attivisti per i diritti umani

diverse organizzazioni affermano che oltre 2000 sindacalisti sono stati assassinati in Colombia dal 1990.

gravi condizioni di lavoro a cui sono costretti i lavoratori delle piantagioni. Il salario medio di un lavoratore delle piantagioni di banane in America Latina non supera l’1% del prezzo finale della banana.

Giornale banane  lavoratori banane

CRONOLOGIA DEL CONFLITTO

1899: Minor Keith, ingegnere ferroviario e esportatore di banane dal Costa Rica, fonde la sua compagnia con la Boston Fruit Company, creando la United Fruit Company, che possiede piantagioni in Colombia, Costa Rica, Cuba, Giamaica, Nicaragua, Panama e Santo Domingo.

12 novembre 1928: in Colombia viene indetto uno dei più grandi scioperi nella storia del paese, che vede coinvolti tra gli 11000 e i 30000 lavoratori, tutti raccoglitori di banane nelle piantagioni della United Fruit Company. I lavoratori chiedono contratti di lavoro, giornate lavorative di otto ore, il riposo settimanale.

6 dicembre 1928: le Forze Armate colombiane aprono il fuoco su una manifestazione pacifica di lavoratori in sciopero, riuniti nel municipio di Cienaga, dipartimento della Magdalena, all’estremità nordorientale della Cienaga Grande di Santa Marta. Vengono uccisi molti manifestanti, ma il numero preciso delle vittime non è mai stato definito. Jorce Eliecer Gaitan, un giovane deputato del partito liberale, dopo aver raccolto testimonianze in loco, denuncia la relazione tra la repressione ad opera del governo colombiano e gli interessi economici della multinazionale.

1954: anche in Honduras vine indetto uno sciopero contro la United Fruit Company, per richiedere un aumento dei salari. 25000 persone scendono in piazza a manifestare, circa il 15% di tutta la popolazione attiva del paese. La multinazionale risponde licenziando 10000 lavoratori. Lo sciopero porta alla sigla di un accordo commerciale tra Honduras e Stati Uniti, il quale riconosce a questi ultimi il diritto di intervenire militarmente nel paese e garantisce loro l’accesso alle materie prime.

1969: l’imprenditore americano Eli M. Black acquista la United Fruit Company.

17 settembre 1974: i governi di Costa Rica, Colombia, Honduras, Guatemala e Panama formano la Union de Paises Exportadores de Banano (UPEB) per definire una normativa in comune rispetto alla produzione di banane. La United Brands cerca, senza successo, di disincentivare la formazione della UPEB.

3 febbraio 1975: Eli Black si sucida lanciandosi dal suo ufficio di New York. Le indagini sulla sua morte avanzano ipotesi di corruzione che vedono coinvolti Eli Black e la United Brands.

Aprile 1975: la Securities and Exchange Commission (SEC) accusa la United Brands di aver corrotto il presidente dell’Honduras, Osvaldo Lopez Arellano, con la promessa di 1,25 milioni di dollari in cambio della riduzione delle imposte sulle esportazioni. In seguito a ciò, molti azionisti denunciano la compagnia e le Forze Militari dell’Honduras destituiscono il presidente Lopez Arellano. Lo scandalo investe anche il presidente del Costa Rica, che sollecita la multinazionale a presentare i nomi dei funzionari coinvolti in casi di corruzione. In caso contrario sarebbero stata tolta validità agli accordi con la multinazionale.

1978: la United Brands ammette di aver corrotto, con 2,5 milioni di dollari, il Ministro dell’Economia dell’Honduras, Abraham Bennaton Ramos. Viene condannata a pagare 15,000 dollari e il caso viene archiviato.

1979: negli Usa viene proibito l’uso del DBCP, conosciuto come nemagon, per gli effetti dannosi sulla salute umana. Il DBCP, prodotto dalla Dow Chemical e dalla Shell Oil, è un pesticida prodotto per attaccare una specie di verme che si alimenta delle radici degli alberi di banana. Il nemagon, proibito negli Stati Uniti ma comunque utilizzato in America Latina dagli anni sessanta, ha causato alle popolazioni locali gravi danni alla salute, soprattutto in termini di diminuzione della fertilità.

Agosto 1984: Carl Lindner, successore di Eli Black, rinomina la United Brands in Chiquita Brands International, nome attuale della multinazionale.

1993: la corte di giustizia del Texas impone una multa milionaria a diverse compagnie americane per gli impatti sulla salute derivanti dall’uso del DBCP nelle piantagioni di banane. La Rainforest Alliance, la Fundación Ambio de Costa Rica e la Tsuli Tsuli/Adubon promuovono il progetto Banana Amigo Project, per la diffusione dell’informazione relativa agli impatti derivanti dalle piantagioni bananiere. Di fronte alla campagna internazionale di boicottaggio, il governo del Costa Rica e le multinazionali del settore bananiero considerano l’eventualità di utilizzare prodotti meno dannosi per l’ambiente e le persone. L’Unione Europea fissa un sistema di quote per l’importazione di banane, dando la preferenza a quelle provenienti dall’Africa e dalle isole dei Caraibi.

Maggio 1998: il periodico Cincinnati Enquirer pubblica una serie di articoli di denuncia sulla corruzione, gli abusi da parte delle multinazionali, l’utilizzo di pesticidi dannosi per la salute e le politiche sindacali repressive in Honduras e in Colombia. La Chiquita denuncia il giornale, accusando gli autori degli articoli di aver ottenuto le informazioni illecitamente. Il Cincinnati Enquirer è costretto a licenziare i giornalisti e a scusarsi pubblicamente con la compagnia.

11 aprile 2001: l’Unione Europea e gli Stati Uniti appianano le divergenze e raggiungono un accordo sul commercio delle banane. La Commissione Europea avvia le procedure necessarie per proporre al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea l’accesso delle banane provenienti dall’America Latina, assicurando una fetta di mercato alle banane provenienti da Africa, Caraibi e Pacifico (ACP).

Gennaio 2003: l’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) pubblica un rapporto nel quale rende nota l’esistenza di indagini su un presunto carico illegale di armi (3000 fucili e 2,5 milioni di proiettili) trasportato con una nave della Banadex, un’impresa colombiana di proprietà della Chiquita Brands, destinato a gruppi paramilitari della AUC, Autodefensas Unidas de Colombia.

Maggio 2004: la Chiquita ammette di aver finanziato gruppi armati illegali in Colombia, inclusi gruppi di estrema destra responsabili di massacri e omicidi di sindacalisti. Il Dipartimento di Giustizia nordamericano dispone l’avvio di indagini a tal riguardo.

Giugno 2004: la Chiquita vende i suoi stabilimenti in Colombia alla Banacol, una compagnia locale, per 52 milioni di dollari. La multinazionale spiega che il suo ritiro dalla Colombia fa parte di una nuova politica volta a promuovere le attività della compagnia in Africa. I sindacati colombiani dichiarano che la manovra della Chiquita è finalizzata allo sfruttamento di manodopera africana a basso costo ed è in linea con la normativa europea che predilige i cariche di banane provenienti dall’Africa.

Giugno 2005: la Chiquita si autoaccusa di violare la normativa europea. La compagnia decide di avviare indagini per scoprire le responsabilità dei suoi funzionari in questa vicenda, evitando, in questo modo, un’accusa formale da parte dell’Unione Europea. Anche altre multinazionali del settore, come la Dole e la Del Monte, risultano implicate in tali accadimenti. La Chiquita acquista la Fresh Express®, impresa leader nel settore agroalimentare e della ristorazione.

Marzo 2007: la Chiquita Brands International viene condannata a pagare 25 milioni di dollari dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Se la multinazionale ammette le proprie responsabilità , la Corte di Giustizia non proseguirà il processo. Questo accordo tra la multinazionale e la Corte Federale degli Stati Uniti evita l’estradizione dalla Colombia dei funzionari responsabili della multinazionale.

Maggio 2007: l’Ong francese Peuples Solidaires accusa pubblicamente la Compagnia Bananiera Atlantica Limitata (COBAL), sussidiaria della Chiquita, di violazione dei diritti umani per aver costretto raccoglitori di banane a lavorare a contatto con pesticidi nella piantagione di Coyol in Costa Rica. L’Ong accusa anche la compagnia di aver utilizzato milizie private per sedare la protesta sociale.

7 giugno 2007: i famigliari di 173 cittadini colombiani assassinati dai paramilitari delle AUC denunciano la Chiquita per aver concesso finanziamenti illeciti ai gruppi paramilitari.

19 luglio 2007: diverse organizzazioni presentano alla Corte Federale del New Jersey una denuncia contro la Chiquita, per aver finanziato i gruppi paramilitari in Colombia. La denuncia riguarda 16 casi di omicidio, torture, violazioni dei diritti umani e terrorismo. Tra i firmatari della denuncia c’è l’organizzazione Earth Right Internacional(ERI), che rappresenta numerose famiglie colombiane vittime di abusi da parte delle AUC, il Colombian Institute of International Law e due uffici legali statunitensi già impegnati in altri casi di violazione dei diritti umani da parte delle multinazionali, Judith Brown Chomsky e Schonbrun, Desimone, Seplow, Harris & Hoffman.

13 dicembre 2007: la multinazionale Chiquita chiede a un giudice statunitense della Corte Penale di Washington di ignorare la denuncia avanzata dai famigliari di 140 vittime.

29 aprile 2008: Raul Hazbun, imprenditore bananiero legato alle AUC, viene arrestato nella località di Cucuta. Hazbun con l’accusa di avere organizzato, in qualità di direttore del Bloque Bananero, un sistema di finanziamenti illeciti tra multinazionali e gruppi paramilitari. Nella sua deposizione davanti alla Unidad de Justicia y Paz, Raul Hazbun fa riferimento a Convivir di Urabá, un gruppo armato di controllo del territorio creato anche grazie all’appoggio di funzionari statali e imprenditori, tra cui alcuni della Chiquita. Hazbun ammette il coinvolgimento nel massacro di San José de Apartadó, Uraba del 1998. Altre multinazionali, come Unibán, Probán e Sunisa-DelMonte vengono indagate con la stessa accusa. Ledenunce contro la multinazionale Chiquita (10 finora) sono seguite dallo uno stesso giudice, Kenneth Marra del Distretto della Florida.

27 febbraio 2009: La Chiquita chiede al giudice Marra di ignorare le accuse mosse contro i suoi rappresentanti per finanziamenti illeciti ai paramilitari in Colombia (per approfondimenti si veda il sito dell’Università di Denver. Si attende una relazione scritta del giudice Kenneth Marra. Non è stata fissata una data per la sentenza.

http://http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=print&sid=1019

banana bimbo banane bancarella

ATTORI COINVOLTI

Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Impres Chiquita Brands International – USA

Enti Statali/Governi Locali Governo della Colombia

Altri

 Forze Armate
Gruppi paramilitari
Autodefensas Unidas de Colombia (AUC)
Unione Europea
OSA (Organizzazione degli Stati Americani)
Banacol
Compagnia Bananiera Atlantica (COBAL)
Earth Right Internacional
Peuples Solidaires

banana pistola

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