OGM

Monsanto 9     Monsanto 11                                                     01/12/2014– La Monsanto sfrutta ed utilizza l’India per contaminare il Mondo con Sementi OGM 
Jeffrey Smith – attivista anti-OGM – ha dichiarato ad Russia Today che la Monsanto, essendo riuscita a costringere gli agricoltori indiani ad acquistare le sue sementi geneticamente modificate, grazie a loro sta diffondendo nel mondo organismi alterati in maniera tale che in futuro nessuno possa più competere sul mercato con sementi pure.
È stato stimato che [a causa della Monsanto] in India, ogni 30 minuti, un agricoltore si toglie la vita. Stando a CHRGJ (Center of Human rights and global justice), per la disperazione di non poter più provvedere alle proprie famiglie, negli ultimi 16 anni si sono suicidati oltre 250.000 agricoltori indiani.

04/05/2014-E’ ufficiale: La Russia vieta completamente gli Monsanto 7OGMMonsanto 8
Il Primo ministro Dmitri Medvedev ha annunciato recentemente che la Russia non importerà più prodotti contenenti OGM, affermando che la nazione ha spazio e risorse sufficienti per produrre cibo organico. Se agli Americani piace mangiare prodotti contenenti OGM, che se li mangino. Noi non ne abbiamo bisogno; abbiamo abbastanza spazio e la possibilità di produrre alimenti biologici…

L’Organismo è Geneticamente Modificato operando un’estrema violenza sulla natura. Scopo dell’operazione: introdurre DNA in una cellula ospite. Per il grano, il mais o il riso, la tecnica utilizzata è quella cosiddetta biolistica, tecnica che viene chiamata anche «bombardamento biolistico». Essa consiste nel bombardare le cellule (per es. del pomodoro)

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In un processo normale di riproduzione, che ovviamente si verifica tra individui della stessa specie, i geni (DNA) vengono trasferiti dai genitori ai discendenti a mezzo delle cellule germinali. Recentemente, questo processo viene indicato anche come trasferimento genico verticale per distinguerlo dal trasferimento genico orizzontale, che indica, invece, il trasferimento di materiale genetico (DNA) tra individui appartenenti alla stessa specie o a specie diverse, attraverso processi diversi da una normale riproduzione.

Monsanto 1203/02/2014- OGM Organismi Generatori di malattie 
In Italia abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. Se le forze occulte in gioco e i loro prestanome, le loro marionette prive di coscienza, prevarranno sul buon senso, allora la salute pubblica sarà in serio pericolo. Di cosa stiamo parlando? Andiamo per ordine e facciamo un passo indietro.
La primavera scorsa (2013) è stato illegalmente coltivato in Friuli, per l’esattezza in provincia di Pordenone e in provincia di Udine, il mais Mon-810: un mais transgenico che non esiste in Natura prodotto dalla Monsanto.

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Metà degli anni ’90, Stati Uniti. Viene coltivata per la prima volta la soia Roundup Ready, modificata geneticamente dalla Monsanto. E’ il 1996 e, secondo la Monsanto, si tratta della prima coltivazione ogm ad essere autorizzata. Cos’ha di speciale questa soia “Pronta per il Roundup”? Grazie ad un gene opportunamente selezionato e introdotto nelle sue cellule questa soia  produce una proteina che permette alla pianta di resistere al Roundup, un potente erbicida ad ampio spettro molto diffuso tra grandi e piccoli agricoltori, prodotto anch’esso dalla Monsanto.  Quando questo potente erbicida viene spruzzato sui campi, muore tutto, tranne la soia transgenica.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, che da 30 anni segue la storia degli OGM e dei brevetti sul vivente in Europa, ritiene necessario prender le distanze dalla cronaca di oggi e fare una valutazione più approfondita della notizia uscita di recente: “La Monsanto rinuncia agli Ogm in Europa”.
Tre sole sono attualmente le varietà di Ogm autorizzate alla coltivazione in Europa (assai poco diffuse: due varietà di mais per animali e una di tabacco), ma la Commissione europea, terminata pochi anni fa la lunga moratoria impostale dai cittadini europei, ha optato nuovamente per una politica di apertura agli Ogm, concedendo in cambio agli Stati membri la facoltà di opporvisi singolarmente…

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UE VIETA SEMENTI TRADIZIONALI 31/07/2012
Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. Fin dal 1998 è in vigore una direttiva della Comunità europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (le note multinazionali) vietandolo agli agricoltori.

Il Comitato scientifico EQUIVITA (già CSA), che sin dagli albori ha seguito il lancio sul mercato di questi alimenti e le vicende politiche che lo hanno accompagnato (a livello sia europeo che globale) ritiene sia suo dovere rendere note alcune precisazioni e smentire informazioni errate che sono state pubblicate. E’ errato affermare che senza l’ingegneria genetica non avremmo alcuni dei prodotti italiani più tipici: incroci e mutagenesi non hanno nulla a che vedere con le modifiche genetiche che danno origine agli Ogm…

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La Commissione Europea ha dato la propria autorizzazione, giovedì 22 dicembre, all’importazione in Europa ed alla trasformazione di tre varietà di mais Ogm, destinate sia all’alimentazione umana cha animale, e del cotone Gm. Il via libera è stato accordato nonostante gli stati membri dell’Unione Europea abbiano espresso la propria contrarietà e senza tenere conto del parere sfavorevole espresso da numerosi cittadini comunitari, come testimoniato da rilevazioni ufficiali effettuate tramite i sondaggi d’opinione da parte di Eurobarometro

Quella del lino, denominato flax in Nordamerica, è una coltura adatta alle latitudini settentrionali, finalizzata principalmente alla produzione dell’olio – di cui tali semi sono ricchi – e a molteplici impieghi in campo alimentare, nella produzione di mangimi e nel settore industriale. Nel 2009 è stata scoperta una contaminazione causata da una varietà di semi di lino Ogm nelle partite destinate all’esportazione dal Canada verso l’Europa e il Giappone, che ha determinato un collasso del mercato e ingenti perdite economiche per i produttori canadesi.

Semi di lino semi-di-lino-ogm-laviadiuscita.net_

Ogni volta che un qualche “vip” è visto mangiare un po’ di tofu, subito scrosciano gli applausi. Senz’altro si può affermare che le vecchie rockstar in cerca di mantener la linea o gli ex presidenti USA che hanno capito che c’è un nesso tra dieta e prevenzione dell’infarto, costituiscano un buon esempio da imitare, almeno che c’è chi ci tiene e ci pensa se non altro per sé (“We care”)…

OGM e Animali 
Il dibattito pubblico e le notizie sugli Ogm (organismi geneticamente modificati) riguardano di solito organismi vegetali: si parla dei prodotti di cui è permessa l’importazione o la coltivazione nell’Ue, dei casi di contaminazione accidentale, dei sondaggi che riportano l’atteggiamento (in genere diffidente) dei consumatori europei nei confronti dei “cibi Frankenstein”, delle norme sull’etichettatura e così via. Tuttavia, la manipolazione genetica e la clonazione sono state, fin dall’inizio, applicate non solo alle piante ma anche agli animali

OGM e animaliOGM e animali 1                                           Uova OGMTopi colorati

Laddove un “segno di tossicità” può solo potenzialmente causare una reazione, una patologia o un avvelenamento, un cosiddetto “effetto tossico” è senza dubbio deleterio sul breve o lungo termine. Ovviamente gli effetti significativi dal punto di vista statistico osservati in tutte e tre le varietà di mais OGM analizzate sono segni di tossicità piuttosto che prove di tossicità. E questo essenzialmente per tre ragioni. In primo luogo i trial alimentari sono stati condotti solo una volta per ogni caso, e solo su una specie mammifera. Occorre senza dubbio ripetere gli esperimenti, preferibilmente con più di una specie animale. In secondo luogo, il periodo di alimentazione è durato al massimo tre mesi, permettendo così l’osservazione soltanto…

Intervengano Carabinieri e Sindaci con ordinanze Sanitarie e si distruggano i campi illegittimi di OGM, in Friuli come in tutta Italia. La Coldiretti fa un blitz sui campi illegali di OGM, Greenpeace intende spiantarli direttamente gli OGM … tutti protestano…
mentre l’Associazione Maiscoltori fa un’affermazione gravissima quando dice che i semi di Mais venduti in Italia sono contaminati da OGM.
Si ricorda che per le sementi in Italia per legge è prevista l’Assenza di OGM, senza nessuna tolleranza nè soglia di presenza accettabile. La sceneggiata continua… così come il tentativo di Contaminazione da OGM, il vero obiettivo delle Multinazionali che vogliono distruggere le tradizioni Agroalimentari locali, in particolare Italiane.

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Le future malattie Transgeniche 
Le Multinazionali OGM cercano, in sostanza, di produrre molecole farmaceutiche come l’Insulina e altri ormoni umani, oppure vaccini o sieri (questi ultimi a base di Anticorpi Monoclonali [Monoclonal AntiBodies, MoAbs]), o molecole proteiche di altra struttura biochimica (Lattoferrina, Ormone di Crescita, Antigeni neoplastici, etc…) tramite piante OGM, definite come “bio-reattori” o “bio-fabbriche”. Mentre era, ed è, eticamente corretto produrre molecole farmaceutiche tramite ceppi di Escherichia Coli o di altri micro-organismi tenuti in laboratori protetti, un chiaro rifiuto etico e…

Esiste da più di novant’anni una metodica agricola chiamata agricoltura biodinamica. La base di questa metodica agricola è l’uso di sostanze e materiali che Madre Natura mette da sempre a disposizione dell’essere umano. Occorrono, oltre all’amore per la terra, due parole chiave per comprendere le fondamenta del metodo biodinamico: mettersi al servizio della natura e imparare dalla sua infinita saggezza che si rivela infinitamente superiore a quella degli esseri umani…

http:/http://laviadiuscita.net/o-g-m-organismi-geneticamente-malformati/

Animali transgenici

I veri polli siamo noi 
Intorno ad un virus che alberga da sempre nell’organismo dei volatili, l’H5N1, si è costruito in pochi mesi un allarme planetario, un’emergenza che l’Europa affronta investendo milioni di euro per fare incetta di farmaci e prenotando vaccini che ancora non esistono e per la quale George Bush negli Stati Uniti spenderà 7 miliardi di dollari e dispiegherà l’esercito…

Nella Pianura Padana il flusso genico del mais, in condizioni ottimali, scende al di sotto della soglia critica dello 0,9% ad una distanza dalla fonte di polline di 17,5 metri e al di sotto dello 0,5% a 30 metri…

Il movimento a favore del cibo locale, quello prodotto e venduto direttamente nelle aziende agricole, è in pieno sviluppo in mo

Iraq: I contadini obbligati a comprare sementi Monsanto 
La ricostruzione dell’Iraq procede a gonfie vele. Il Paese viene arricchito ogni giorno, a cura degli occupanti americani, delle migliori leggi già praticate dalla civiltà occidentale.
Una di tali leggi, dettata dall’ «autorità provvisoria» (occupante) e dal suo zar oggi dimessosi, Paul Bremer…

Dossier segreto della Monsanto rivelato dalla stampa britannica. Reni più piccoli del normale, anomalie nel sangue che fanno pensare a un serio attacco al sistema immunitario, possibilmente a un tumore. È la prova che alcuni alimenti geneticamente modificati (Ogm) possono a lungo termine essere nocivi all’organismo?

lte parti del mondo occidentale e sta dando i suoi risultati in
termini di sostegno a una agricoltura a misura umana e alla biodiversità agraria…

Eppure fa un certo effetto sentir dire – lo ha dichiarato a Il salvagente – che il latte utilizzato per il parmigiano proviene da mucche alimentate con soia geneticamente modificata.
«Per i mangimi non vale la prescrizione sull’origine delle materie prime, e quindi, poiché le aziende sono costrette a procurarsi soia dai paesi extra Cee, utilizzano anche soia e mais transgenici»..

http://http://www.liquida.it/monsanto-company/?coolbox=0_99_0_27719220

Nobel per alimentazione

Nobel per l’Alimentazione alle Multinazionali OGM Vandana Shiva

La Word Food Prize Foundation ha deciso quest’anno di insignire del “Nobel per l’alimentazione” Robert Fraley, biotecnologo della Monsanto Company, il gigante degli Ogm . Motivazione del premio, “ aver contribuito a migliorare e accrescere la disponibilità del cibo nel mondo.

Gli OGM si trasmettono all’uomo
Il DNA modificato dei cibi transgenici può essere acquisito dai batteri che popolano il nostro intestino. La denuncia viene dai Verdi che ieri hanno rilanciato in Italia i risultati di un’indagine condotta dall’Università di Newcastle e pubblicata dal quotidiano “Guardian”…

Troppi OGM nascosti negli scaffali 
Quanti prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati sono negli scaffali dei supermercati? E quale è la percentuale di Ogm contenuta?

Quanti prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati sono negli scaffali dei supermercati? E quale è la percentuale di Ogm contenuta? Quali prodotti correttamente indicano sulla confezione, come impone la legge, il contenuto di Ogm quando questo supera la soglia dell’1 per cento? Infine: i controlli ci sono e quanto sono efficaci? Per rispondere a queste domande, Repubblica ha deciso di vederci chiaro. Un’inchiesta che non vuole spaventare nessuno, vuole solo tentare di fare chiarezza nel mondo degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati sui quali il dibattito scientifico è tanto ampio quanto ancora inconcludente. In realtà non sappiamo, a tutt’oggi, se una merendina o dei cracker alla soia Ogm possano in futuro nuocere alla salute o essere del tutto esenti da problemi. Questa indagine, tuttavia, suona anche come campanello di allarme per il consumatore italiano. Che, in definitiva, non ha la certezza del contenuto dei prodotti acquistati al supermercato.
Per fare chiarezza ci vogliono i numeri, così abbiamo chiesto al laboratorio chimico della Camera di commercio di Torino, che lo scorso anno aveva realizzato per conto della Federconsumatori del Piemonte una indagine su 300 prodotti di largo consumo al fine di determinare le quantità di Ogm presente negli alimenti (Ogm riscontrati, in varie percentuali, su circa 50 confezioni), di svolgere l’esame di 31 prodotti. Ebbene, questi sono i risultati, ottenuti attraverso l’applicazione di rigide normative in uso nella grande maggioranza dei laboratori chimici specializzati nella determinazione del Dna.
Su 31 prodotti, acquistati in grandi catene di distribuzione a Torino e in provincia, dieci sono risultati contenenti Ogm. Fra questi, quattro hanno mostrato percentuali notevolmente fuori dalla norma che, lo ricordiamo prevede che una percentuale di Ogm superiore all’1 per cento vada segnalata con chiarezza sulla confezione. In tre prodotti si sono riscontrate delle anomalie: nei Frosties Kellog è stato trovato un tipo di mais il cui uso non è consentito in Europa; nel Burger Valsoia e nelle Svizzere “Zio Elio” l’etichettatura specificava che i prodotti erano biologici, e che la soia utilizzata proveniva da produttori che garantivano l’assenza di Ogm. Una indicazione precisa al consumatore, che – anche se solo per una forma incontrollata di contaminazione – risulta fuorviante. In altri tre prodotti la quantità di Ogm presente era a norma di legge.

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 La prima reazione è la stessa denunciata dal ministro delle Politiche agricole Alemanno, che ammette un buco nei controlli sui prodotti contenti soia e mais, che si sospetta essere geneticamente modificati. La seconda è una conferma di quanto ampiamente temuto: il consumatore, allo stato delle cose, non è garantito. La terza reazione arriva da Ferdinando Romano, medico ed epidemiologo, presidente dell’Istituto nazionale ricerche alimenti e nutrizione: “Sugli Ogm non abbiamo informazioni certe, possediamo solo ipotesi, ma sappiamo che è fondamentale informare bene il consumatore se un Ogm c’è o non c’è nell’alimento che acquista”.
Le analisi sono state condotte con questa metodologia: sono state comprate due confezioni dello stesso prodotto, su una è stata fatta per due volte l’analisi, l’altra è rimasta sigillata per eventuali controprove. E’ stata fatta anche la prova definita “del bianco”, al fine di controllare eventuali contaminazioni. Il metodo usato si chiama Real Time PCR e al ministero delle Politiche agricole sostengono che è una delle metodologie più affidabili. Una ulteriore precisazione: ogni prodotto esaminato ha un numero di lotto e una data di scadenza. Il laboratorio opera in conformità alla Uni Cei En 45001, ed è accreditato a eseguire analisi su oltre duecento prove chimiche e microbiologiche. Possiede innumerevoli autorizzazioni ad operare per conto di molti ministeri.
Naturalmente le aziende coinvolte, dalla Novartis alla Kellog, dalla Esi alla Frau, reagiscono. In taluni casi, come alla Esi, sostengono che si limitano a inscatolare e vendere la lecitina che il fornitore gli garantisce, con tanto di analisi, assente di Ogm. Comunque, un mese fa, hanno provveduto a togliere il prodotto dal mercato. La Novartis definisce “irreale” l’analisi compiuta e garantisce sulla totale assenza di Ogm. La Kellog ammette la possibilità di una contaminazione del prodotto, e promette controlli. Nel caso dei wafer della Fornidea va specificato che il 56,99 per cento di soia Ogm si riferisce al contenuto di soia nell’alimento, che è intorno al due per cento. La buonafede delle aziende, quando c’è, va rispettata. Ma anche la giungla di incertezze e sospetti che emerge dalle analisi risulta incontestabile.

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Monsanto dirà: “Il segreto è questo, vacci piano, tutto è okay, non prendere le cose troppo sul serio, la vita è già brutta così com’è senza che tu voglia arrivare al fondo con concetti immaginari proprio come hai sempre detto tu stesso.” Comprerò il biglietto e dirò addio in un giorno fiorito e mi lascerò alle spalle tutta San Francisco e tornerò a casa attraverso l’America d’autunno e tutto sarà com’era all’inizio. Nulla è mai accaduto. Neppure questo. St. Carolyn Sul Mare continuerò ad essere dorata in un modo o nell’altro. Il bimbetto crescerà e diventerà un grand’uomo. Vi saranno addii e sorrisi. Mia madre mi aspetterà contenta. L’angolo del giardino in cui Tyke è sepolto sarà un nuovo e fragrante altare e renderà la mia casa più intima e familiare in qualche modo. Nelle teneri notti di primavera starò ritto in giardino sotto le stelle. Qualcosa di buono continuerà a venir fuori da tutte le cose. E sarà dorato ed eterno proprio così. Inutile aggiungere una sola parola.

 Jack Kerouac 

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Milan

milan_17   Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!

L’Associazione Calcio Milan S.p.A., nota semplicemente come Milan, è una società calcistica italiane con sede nella città di Milano, fondata il 16 dicembre 1989.

Ha partecipato a 80 campionati di Serie A a girone unico su 82.

È la seconda squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati (18, a pari merito con il Boca Juniors e dietro all’Al-Ahly che ne ha vinti 20), tra cui 3 Coppe Intercontinentali (primato mondiale), una Coppa del mondo per club, 5 Supercoppe europee (primato europeo), 7 Coppe dei Campioni/Champions League e 2 Coppe delle Coppe (entrambi primati italiani) e figura all’undicesimo posto (prima italiana) della graduatoria continentale dell’UEFA, stilata sulla base dei risultati ottenuti nelle competizioni europee nell’ultimo quinquennio. Se in ambito internazionale è la squadra italiana con più successi e la prima ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel 1962-1963), in ambito italiano il Milan è il terzo club più titolato dopo la Juventus (prima) e l’Inter (seconda), avendo vinto 18 scudetti, 5 Coppe Italia e 6 Supercoppe italiane (quest’ultimo record a pari merito con la Juventus). Complessivamente, con 47 trofei ufficiali vinti, è il secondo club più titolato dietro alla Juventus. È inoltre una delle due squadre ad aver vinto il campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte (nel 1991-1992  l’altra è stata la Juventus nel 2011-2012).

Quattro amici al bar… nasce proprio così, il 16 Dicembre 1899, il Milan Fooball and Cricket Club; è l’inizio di una avventura sportiva che dura tuttora, …

MILAN-NASCITA  Fiaschetteria toscana 1fiaschetteriatoscana                                         3birreriacolomboBirreria Colombo

Le sedi del Milan 

post Lo stendardo del Gruppo Herbert Kilpin Firm 1899 – Banda Casciavit e una caricatura di Franco Bruna tratta dal libro “La Grande Storia del Calcio”

http://http://digilander.libero.it/milanclublissone/milan/storiamilan.html

as_6768 cesaremaldini80Rivera_Gianni_02Cesare Maldini, Foggia 1974-75  paolo-maldini-stella-della-difesa-rossonera                                                       Il trio olandese AC Milan                                                 Il trio olandese, il mio preferito, come gioco e affiatamento tra calciatori, con allenatore Arrigo Sacchi! Periodo SUPER

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kaka frano-baresi_r_1883030i                                                                      Milan - Barcellona Inzaghi

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato.
(L’equipe, dopo la vittoria per 4 a 0 sullo Steaua)

“The best football team off all time”.
(The World Soccer, sul Milan di Sacchi)

Il regno dei diavoli

F O R Z A  M I L A N 

Rosa…

rosa arancione....  rosa bianca e nera...                                         La Rosa, della famiglia delle Rosaceae è un genere che comprende circa 150 specie, suddivise in numerose varietà con infiniti ibridi e cultivar,  originarie dell’Europa, e dell’Asia,, di altezza variabile da 20 cm a diversi metri, comprende specie cespugliose, sarmentose, rampicanti, striscianti, arbusti e alberelli a fiore grande o piccolo, a mazzetti, pannocchie o solitari, semplici o doppi, frutti ad achenio contenuti in un falso frutto (cinorrodo); le specie spontanee in Italia sono oltre 30, di cui ricordiamo la R. Canina (la più comune), la R.Gallica (poco comune nelle brughiere e luoghi sassosi), la R. glauca (frequente sulle Alpi), la R. pendulina (comune sulle Alpi e l’Appennino Settentrionale) e la R. sempervirens.

rosa di notte...  rosa con gocciole...                                      Non c’è Rosa senza spine

ma vi sono parecchie spine

senza rose

A.Schopenhauer

rosa e cocinella...  rosa e catene...                                     Un idealista è uno che, scoprendo che una rosa ha un profumo migliore di un cavolo, conclude che farà anche un brodo migliore.

rosa nera... rosa prigioniera...                                                         L’amore è come una bellissima rosa, non puoi pensare di coglierla  senza pungerti

Rosa rosa..  rosa rossa...                                            

C’è un ape che si posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va…..Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa.

rosa-bianca   rosa viola...                                           Cogliam d’amor la rosa: amiamo or quando esser si puote riamato amando.

rose antiche..   rosa sulla neve..                                                            Disse il Sole alla Rosa:

sei bella e profumata però quando io voglio

sarai da me bruciata.

La rosa ribattè:

non provo soggezione perchè rifiorirò

la prossima stagione.

Dà il Sole gran calore

ma più del Sole il cuore.

rose bianche...           rose gialle..                                                  La massima sofferenza e la suprema voluttà hanno un’espressione perfettamente simile.  H.H

rose e panchina  rose rosse selvatiche                                                                      Anche quel muro vecchio

anche quel magro cane

anche il gelo nel secchio

gode il sol, stamane.

rosa-cuordipetalo-mondo-delle-piccole-cose                festa della rosa...                                                       Vengono infine

vengono infine le alte allegrie,

le ardenti aurore, le notti calme,

Venga la pace agognata, le armonie,

e il riscatto del frutto e il fiore delle anime.

Che vengano, amor mio, perchè questi giorni

son di stanchezza mortale,

di rabbia e agonia

e nulla.

Kodachi_Kuno    yuki-kuran-vampire-knight-9627-1680x1050                                      perciò chiudi gli occhi……..buon profumo

rose-del-deserto  donna con rose tra i capelli...                                          Tutto è follia, follia nel mondo

Ciò che non è piacer

Godiam, fugace e rapido

    E’ il gaudio dell’amor,

E’ un fior che nasce e muore

Bananas

Bananas    Banane                                                                                                      Banana pianta                                                     La banana, uno tra i cibi più consumati nel mondo, è il frutto del banano del genere Musa. Ha una forma allungata e si sviluppa secondo il classico “caschetto” che può arrivare a pesare fino a 50 kg. Ha una buccia esterna piuttosto dura, di un colore che va dal verde chiaro al giallo (a seconda del grado di maturazione). La parte commestibile della banana è la sua polpa che si presenta biancastra e piuttosto dolce. Il frutto contiene molto zucchero ed è estremamente nutriente, ecco perché può facilmente sostituire un piccolo pasto ed è molto indicato come “spuntino”, anche per il suo notevole potere “saziante”.

Malattie e parassiti della banana
Le banane, anche a causa di una limitata diversità genetica, sono soggette a malattie e attacchi di parassiti, favoriti anche dal fatto che all’interno del frutto non esistono semi “vitali”: la più nota è sicuramente la cercosporiosi, riscontrabile soprattutto nel nord Italia e nella Pianura Padana, caratterizzata dalla comparsa di piccole macchie necrotiche sulla buccia, che possono diventare sempre più numerose fino a distruggere il frutto se non si interviene tempestivamente con il fertilizzante. Si riteneva che questa malattia derivasse dal dna di un virus integrato nel genoma della specie Musa balbisiana e viene anche chiamata malattia delle “righe nere”. Particolarmente temuto dai coltivatori di banane, è il Banana Bunchy Top Virus (BBTV) più distruttivo in Asia; i metodi per controllarlo, sono sostanzialmente due:
1) lo sradicamento delle piante infette;
2) il controllo dei vettori che diffondono l’infezione.

Proteine e calorie della banana
Grazie alle sue proprietà nutritive ed energetiche la banana è particolarmente indicata per chi fa sport (l’ideale sarebbe mangiarla 40-50 minuti dopo l’attività fisica), anche in virtù della presenza di sostanze vasoattive, come la tiamina, dopamina, noradrenalina eserotonina. Ricca di amido, zuccheri, vitamina B1, B2, C, E, minerali (fosforo, magnesio, sodio, potassio, ferro, zinco) e tannini. Le proteine presenti in un frutto sono 1,09, i grassi 0,33, i carboidrati per differenza 22,84, le fibre 2,6. Un frutto del peso di 100 grammi, contiene: 89 calorie, 0,33 grassi, 22,84 carboidrati, 74,91 acqua.

Le vitamine della banana
Tra le vitamine del gruppo B, presenti nella banana, sono particolarmente importanti laVitamina B2 che facilita l’eliminazione delle tossine, mantiene sani i capelli e unghie e restituisce lucentezza alla pelle; la vitamina PP e la vitamina B6 molto importanti anch’esse per la salute della pelle e per “regolare” gli ormoni sessuali. La vitamina B6, in particolare, agisce bene combinata con altre due altre sostanze presenti nella banana: il triptofano e il magnesio e insieme stimolano l’organismo a produrre serotonina essenziale per l’equilibrio mentale e per il tono dell’umore e la qualità del sonno.

Le proprietà mediche della banana
Secondo uno studio effettuato dal Mind (che si occupa di consulenza aziendale), la banana sarebbe particolarmente indicata per le persone che soffrono di depressione. Questo è dovuto ad una particolare sostanza in essa contenuta, il triptofano, che l’organismo trasforma in serotonina, migliorando l’umore e l’equilibrio nervoso. Ciò è dovuto anche al gran numero di vitamine del gruppo B, che hanno un potere calmante. Uno studio avviato presso l’Istituto di Psicologia in Austria, ha dimostrato (in controtendenza con il parere di molti dietologi) quanto la banana incida positivamente su chi è sovrappeso o anche chi è stressato dal lavoro.

Pianta e fiore di Banano  Banane rosa

COLOMBIA, Chiquita Brands e finanziamenti ai gruppi armati irregolari

La multinazionale Chiquita Brands International è uno dei marchi leader del settore bananiero. Operante anche in Colombia, la Chiquita Brands è accusata da organizzazioni sociali e ambientaliste di tutto il mondo di violare i diritti fondamentali dei lavoratori impiegati nelle piantagioni di banane e di finanziare gruppi di paramilitari per la repressione di qualsiasi forma di protesta. Il conflitto, la Chiquita Brands International Inc, una delle maggiori produttrici di banane al mondo, opera in Colombia dal secolo scorso. A livello nazionale quanto internazionale organizzazioni di lavoratori, organizzazioni ambientaliste e per la difesa dei diritti umani denunciano la multinazionale per gli impatti ambientali, sociali e sulla salute derivanti dal massiccio uso di pesticidi e per la militarizzazione dei territori e l’uso di pratiche repressive ad opera di gruppi armati finanziati dalla multinazionale stessa.bananas (1)

La Chiquita Brands International Inc. è una multinazionale che commercializza e distribuisce frutta e vegetali con il marchio Chiquita®, e altri sempre appartenenti all’azienda, in più di sessanta paesi. La compagnia è una delle maggiori produttrici di banane a livello mondiale e una delle più importanti distributrici nei mercati europei e nordamericani. Creata nel 1899, la compagnia bananiera United Fruit Company (come si chiamava inizialmente) si è espansa in pochi anni in una decina di paesi del continente americano. In Colombia inizia ad operare nei primi decenni del secolo scorso, diventando United Brands nel 1970 e, infine, Chiquita Brands nel 1989. Attualmente i principali azionisti della Chiquita Brands International Inc. sono:

Barclays Plc : 3,47% (Inghilterra)
Barrow, Hanley, Mewhinney & Strauss Inc : 3,4%: (USA)
Deutsche Bank AG: 13,19% (Germania)
Dimensional Fund Advisor Inc.: 8.4% (USA)
FMR Corp. (Fidelity Investments):14.97% (USA)
Goldman Sachs Group Inc.: 6.14% (USA)
Lindner Carl: 14% (USA)
Omega: 5.2% (Israele)  Oppenheimer Capital: 7.2% (USA)
Vanguard Group Inc.: 2.71% (USA).

Chiquita banane  Banana balla                                     Nel corso del secolo scorso, la multinazionale si è fatta conoscere per le condizioni di lavoro a cui sottopone i lavoratori nelle piantagioni, sottopagati e costretti a pesanti turni di lavoro, e per gli impatti ambientali e sulla salute derivanti dall’uso di pratiche agricole altamente inquinanti, come le fumigazioni con pesticidi tossici, proibiti in altri paesi proprio perché causa di gravi danni alla salute. Per questo in molti dei paesi in cui opera la multinazionale si sono sviluppati movimenti di protesta di organizzazioni di lavoratori e di organizzazioni ambientaliste che si oppongono al modello agricolo portato avanti dalla multinazionale. Oltre a ciò organizzazioni di lavoratori, organizzazioni sociali colombiane e internazionali accusano la Chiquita Brands International Inc. di appoggiarsi e di finanziare gruppi paramilitari per la repressione violenta di qualsiasi forma di protesta all’interno delle piantagioni e di aver così diffuso nei territori in cui opera altissimi livelli di militarizzazione che hanno portato nel corso degli anni a frequenti e reiterate violazioni dei diritti umani. In particolare, in Colombia, famigliari di lavoratori uccisi in azioni di repressione da parte dei gruppi paramilitari e attivisti di organizzazioni tanto nazionali quanto internazionali hanno avviato nel corso degli anni processi giudiziari contro la multinazionale per la violazione dei diritti umani e sindacali e per l’inquinamento di acque e terreni a causa dell’uso di pesticidi nelle piantagioni. In risposta alle mobilitazioni sociali, la multinazionale si è impegnata nella produzione di una cosiddetta banana pulita, coltivata senza pesticidi e trattata e raccolta nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, la Chiquita Brands continua a violare i diritti fondamentali dei lavoratori e a finanziare gruppi di paramilitari per la repressione delle proteste nelle piantagioni.

Banana e bici    Jane Chiquita - Banana

Impatti

Impatti ambientali:

Fumigazioni aeree, che vedono l’uso di pesticidi proibiti negli Stati Uniti, nell’Unione Europea e in Canada, come il Bitertanol, venduto col nome di Baycor, il Chlorpyrifos, il cui nome commerciale è Lorsban, il Carbofuran, venduto come Furadan e altri pesticidi e diserbanti pericolosi per la salute umana. Ricerche condotte dall’Università Nazionale di Heredia (Costa Rica) rivelano che gli indici di avvelenamento sono tre volte maggiori nelle zone bananiere che nel resto del paese. Hanno inoltre riscontrato casi di sterilità e forme tumorali nei lavoratori delle piantagioni. Le fumigazioni aeree di questi prodotti possono essere effettuate fino a 40 volte in un anno.

impoverimento dei suoli e contaminazione delle acque per il massiccio uso di pesticidi.

grande produzione di rifiuti. Si riportano a tal proposito i dati relativi alla produzione di rifiuti nella zona bananiera di Uraba (Si veda il rapporto “Desechos generados por la industria bananera colombiana”)

perdita di biodiversità per la sostituzione di boschi e foreste con piantagioni di banani. Inoltre, dopo tre o quattro anni, a causa dello sfruttamento intensivo del suolo e per il massiccio uso di pesticidi, il terreno perde fertilità, richiedendo l’espansione delle piantagioni verso nuovi terreni.

Impatti sociali:

Le attività della Chiquita in Colombia hanno comportato gravi impatti sulla popolazione locale, soprattutto nei dipartimenti costieri di Magdalena e Uraba:

militarizzazione dei territori e proliferazione di gruppi armati nelle zone bananiere

sfollamento forzato di comunità per la produzione delle banane nei loro territori

violazione dei diritti umani e acutizzazione del conflitto armato persecuzione di giornalisti, sindacalisti e attivisti per i diritti umani

diverse organizzazioni affermano che oltre 2000 sindacalisti sono stati assassinati in Colombia dal 1990.

gravi condizioni di lavoro a cui sono costretti i lavoratori delle piantagioni. Il salario medio di un lavoratore delle piantagioni di banane in America Latina non supera l’1% del prezzo finale della banana.

Giornale banane  lavoratori banane

CRONOLOGIA DEL CONFLITTO

1899: Minor Keith, ingegnere ferroviario e esportatore di banane dal Costa Rica, fonde la sua compagnia con la Boston Fruit Company, creando la United Fruit Company, che possiede piantagioni in Colombia, Costa Rica, Cuba, Giamaica, Nicaragua, Panama e Santo Domingo.

12 novembre 1928: in Colombia viene indetto uno dei più grandi scioperi nella storia del paese, che vede coinvolti tra gli 11000 e i 30000 lavoratori, tutti raccoglitori di banane nelle piantagioni della United Fruit Company. I lavoratori chiedono contratti di lavoro, giornate lavorative di otto ore, il riposo settimanale.

6 dicembre 1928: le Forze Armate colombiane aprono il fuoco su una manifestazione pacifica di lavoratori in sciopero, riuniti nel municipio di Cienaga, dipartimento della Magdalena, all’estremità nordorientale della Cienaga Grande di Santa Marta. Vengono uccisi molti manifestanti, ma il numero preciso delle vittime non è mai stato definito. Jorce Eliecer Gaitan, un giovane deputato del partito liberale, dopo aver raccolto testimonianze in loco, denuncia la relazione tra la repressione ad opera del governo colombiano e gli interessi economici della multinazionale.

1954: anche in Honduras vine indetto uno sciopero contro la United Fruit Company, per richiedere un aumento dei salari. 25000 persone scendono in piazza a manifestare, circa il 15% di tutta la popolazione attiva del paese. La multinazionale risponde licenziando 10000 lavoratori. Lo sciopero porta alla sigla di un accordo commerciale tra Honduras e Stati Uniti, il quale riconosce a questi ultimi il diritto di intervenire militarmente nel paese e garantisce loro l’accesso alle materie prime.

1969: l’imprenditore americano Eli M. Black acquista la United Fruit Company.

17 settembre 1974: i governi di Costa Rica, Colombia, Honduras, Guatemala e Panama formano la Union de Paises Exportadores de Banano (UPEB) per definire una normativa in comune rispetto alla produzione di banane. La United Brands cerca, senza successo, di disincentivare la formazione della UPEB.

3 febbraio 1975: Eli Black si sucida lanciandosi dal suo ufficio di New York. Le indagini sulla sua morte avanzano ipotesi di corruzione che vedono coinvolti Eli Black e la United Brands.

Aprile 1975: la Securities and Exchange Commission (SEC) accusa la United Brands di aver corrotto il presidente dell’Honduras, Osvaldo Lopez Arellano, con la promessa di 1,25 milioni di dollari in cambio della riduzione delle imposte sulle esportazioni. In seguito a ciò, molti azionisti denunciano la compagnia e le Forze Militari dell’Honduras destituiscono il presidente Lopez Arellano. Lo scandalo investe anche il presidente del Costa Rica, che sollecita la multinazionale a presentare i nomi dei funzionari coinvolti in casi di corruzione. In caso contrario sarebbero stata tolta validità agli accordi con la multinazionale.

1978: la United Brands ammette di aver corrotto, con 2,5 milioni di dollari, il Ministro dell’Economia dell’Honduras, Abraham Bennaton Ramos. Viene condannata a pagare 15,000 dollari e il caso viene archiviato.

1979: negli Usa viene proibito l’uso del DBCP, conosciuto come nemagon, per gli effetti dannosi sulla salute umana. Il DBCP, prodotto dalla Dow Chemical e dalla Shell Oil, è un pesticida prodotto per attaccare una specie di verme che si alimenta delle radici degli alberi di banana. Il nemagon, proibito negli Stati Uniti ma comunque utilizzato in America Latina dagli anni sessanta, ha causato alle popolazioni locali gravi danni alla salute, soprattutto in termini di diminuzione della fertilità.

Agosto 1984: Carl Lindner, successore di Eli Black, rinomina la United Brands in Chiquita Brands International, nome attuale della multinazionale.

1993: la corte di giustizia del Texas impone una multa milionaria a diverse compagnie americane per gli impatti sulla salute derivanti dall’uso del DBCP nelle piantagioni di banane. La Rainforest Alliance, la Fundación Ambio de Costa Rica e la Tsuli Tsuli/Adubon promuovono il progetto Banana Amigo Project, per la diffusione dell’informazione relativa agli impatti derivanti dalle piantagioni bananiere. Di fronte alla campagna internazionale di boicottaggio, il governo del Costa Rica e le multinazionali del settore bananiero considerano l’eventualità di utilizzare prodotti meno dannosi per l’ambiente e le persone. L’Unione Europea fissa un sistema di quote per l’importazione di banane, dando la preferenza a quelle provenienti dall’Africa e dalle isole dei Caraibi.

Maggio 1998: il periodico Cincinnati Enquirer pubblica una serie di articoli di denuncia sulla corruzione, gli abusi da parte delle multinazionali, l’utilizzo di pesticidi dannosi per la salute e le politiche sindacali repressive in Honduras e in Colombia. La Chiquita denuncia il giornale, accusando gli autori degli articoli di aver ottenuto le informazioni illecitamente. Il Cincinnati Enquirer è costretto a licenziare i giornalisti e a scusarsi pubblicamente con la compagnia.

11 aprile 2001: l’Unione Europea e gli Stati Uniti appianano le divergenze e raggiungono un accordo sul commercio delle banane. La Commissione Europea avvia le procedure necessarie per proporre al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea l’accesso delle banane provenienti dall’America Latina, assicurando una fetta di mercato alle banane provenienti da Africa, Caraibi e Pacifico (ACP).

Gennaio 2003: l’OSA (Organizzazione degli Stati Americani) pubblica un rapporto nel quale rende nota l’esistenza di indagini su un presunto carico illegale di armi (3000 fucili e 2,5 milioni di proiettili) trasportato con una nave della Banadex, un’impresa colombiana di proprietà della Chiquita Brands, destinato a gruppi paramilitari della AUC, Autodefensas Unidas de Colombia.

Maggio 2004: la Chiquita ammette di aver finanziato gruppi armati illegali in Colombia, inclusi gruppi di estrema destra responsabili di massacri e omicidi di sindacalisti. Il Dipartimento di Giustizia nordamericano dispone l’avvio di indagini a tal riguardo.

Giugno 2004: la Chiquita vende i suoi stabilimenti in Colombia alla Banacol, una compagnia locale, per 52 milioni di dollari. La multinazionale spiega che il suo ritiro dalla Colombia fa parte di una nuova politica volta a promuovere le attività della compagnia in Africa. I sindacati colombiani dichiarano che la manovra della Chiquita è finalizzata allo sfruttamento di manodopera africana a basso costo ed è in linea con la normativa europea che predilige i cariche di banane provenienti dall’Africa.

Giugno 2005: la Chiquita si autoaccusa di violare la normativa europea. La compagnia decide di avviare indagini per scoprire le responsabilità dei suoi funzionari in questa vicenda, evitando, in questo modo, un’accusa formale da parte dell’Unione Europea. Anche altre multinazionali del settore, come la Dole e la Del Monte, risultano implicate in tali accadimenti. La Chiquita acquista la Fresh Express®, impresa leader nel settore agroalimentare e della ristorazione.

Marzo 2007: la Chiquita Brands International viene condannata a pagare 25 milioni di dollari dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Se la multinazionale ammette le proprie responsabilità , la Corte di Giustizia non proseguirà il processo. Questo accordo tra la multinazionale e la Corte Federale degli Stati Uniti evita l’estradizione dalla Colombia dei funzionari responsabili della multinazionale.

Maggio 2007: l’Ong francese Peuples Solidaires accusa pubblicamente la Compagnia Bananiera Atlantica Limitata (COBAL), sussidiaria della Chiquita, di violazione dei diritti umani per aver costretto raccoglitori di banane a lavorare a contatto con pesticidi nella piantagione di Coyol in Costa Rica. L’Ong accusa anche la compagnia di aver utilizzato milizie private per sedare la protesta sociale.

7 giugno 2007: i famigliari di 173 cittadini colombiani assassinati dai paramilitari delle AUC denunciano la Chiquita per aver concesso finanziamenti illeciti ai gruppi paramilitari.

19 luglio 2007: diverse organizzazioni presentano alla Corte Federale del New Jersey una denuncia contro la Chiquita, per aver finanziato i gruppi paramilitari in Colombia. La denuncia riguarda 16 casi di omicidio, torture, violazioni dei diritti umani e terrorismo. Tra i firmatari della denuncia c’è l’organizzazione Earth Right Internacional(ERI), che rappresenta numerose famiglie colombiane vittime di abusi da parte delle AUC, il Colombian Institute of International Law e due uffici legali statunitensi già impegnati in altri casi di violazione dei diritti umani da parte delle multinazionali, Judith Brown Chomsky e Schonbrun, Desimone, Seplow, Harris & Hoffman.

13 dicembre 2007: la multinazionale Chiquita chiede a un giudice statunitense della Corte Penale di Washington di ignorare la denuncia avanzata dai famigliari di 140 vittime.

29 aprile 2008: Raul Hazbun, imprenditore bananiero legato alle AUC, viene arrestato nella località di Cucuta. Hazbun con l’accusa di avere organizzato, in qualità di direttore del Bloque Bananero, un sistema di finanziamenti illeciti tra multinazionali e gruppi paramilitari. Nella sua deposizione davanti alla Unidad de Justicia y Paz, Raul Hazbun fa riferimento a Convivir di Urabá, un gruppo armato di controllo del territorio creato anche grazie all’appoggio di funzionari statali e imprenditori, tra cui alcuni della Chiquita. Hazbun ammette il coinvolgimento nel massacro di San José de Apartadó, Uraba del 1998. Altre multinazionali, come Unibán, Probán e Sunisa-DelMonte vengono indagate con la stessa accusa. Ledenunce contro la multinazionale Chiquita (10 finora) sono seguite dallo uno stesso giudice, Kenneth Marra del Distretto della Florida.

27 febbraio 2009: La Chiquita chiede al giudice Marra di ignorare le accuse mosse contro i suoi rappresentanti per finanziamenti illeciti ai paramilitari in Colombia (per approfondimenti si veda il sito dell’Università di Denver. Si attende una relazione scritta del giudice Kenneth Marra. Non è stata fissata una data per la sentenza.

http://http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=print&sid=1019

banana bimbo banane bancarella

ATTORI COINVOLTI

Movimenti, Organizzazioni Sociali

Multinazionali/Impres Chiquita Brands International – USA

Enti Statali/Governi Locali Governo della Colombia

Altri

 Forze Armate
Gruppi paramilitari
Autodefensas Unidas de Colombia (AUC)
Unione Europea
OSA (Organizzazione degli Stati Americani)
Banacol
Compagnia Bananiera Atlantica (COBAL)
Earth Right Internacional
Peuples Solidaires

banana pistola

Vittorio Arrigoni

Vittorio-Arrigoni-007Vittorio Arrigoni 3                                              Vittorio Arrigoni era una ragazzo fuori dal comune. Per il suo coraggio, per la dedizione, forza e determinazione con cui ha coltivato l’utopia di pace, giustizia e libertà, a costo della vita, è diventato per molti giovani e non più giovani un vero simbolo dell’attivismo per i diritti umani. Resta impresso il suo motto“Restiamo umani”.

Già alle elementari nei suoi temi e in alcune sue poesie esprimeva particolare sensibilità per i più poveri e sfortunati: “I suoi primi viaggi Vittorio li ha compiuti per uscire da un mondo che gli andava stretto, ma è stato grazie a essi che ha maturato quella consapevolezza umana che è poi diventata un fondamento della sua esistenza”.

Viaggi nel mondo del volontariato: Perù, Croazia, Togo, Repubblica Ceca e Polonia, Russia, Tanzania, Estonia, dove Vittorio (Vik) viene a contatto con l’umanità più disparata.

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Arrigoni stava con i paletinesi, Saviano e Travaglio con Israele: un’altra occasione della sinistra per dividersi e litigare

La morte di Vittorio Arrigoni ha suscitato enormi emozioni, sia per la brutalità nella quale si è verificata, sia per il profilo della persona uccisa. Arrigoni, militante per i diritti umani a Gaza, schierato senza se e senza ma dalla parte dei palestinesi, era già da tempo diventato un piccolo eroe, da quando aveva raccontato con grande coraggio e pure rivendicata partigianeria i bombardamenti di Israele sulla striscia di terra palestinese controllata da Hamas . E una delle ragioni  del suo consenso era proprio la sua posizione nella vicenda mediorientale. A sinistra Israele gode di scarsa simpatia, mentre il cuore progressista batte per la causa palestinese, un retaggio antico che è rimasto costante nel tempo . Chi appoggia Israele rischia sempre di prendere molti fischi, e lo sanno bene alcuni eroi del progressismo italico, come Roberto Saviano e Marco Travaglio.

nelson-mandela Anche Nelson Mandela ha diverse volte accennato ai crimini e illegalità  alla libertà negata alla Palestina, gente cacciata dalla loro terra e massacrata da Israele, Saviano parliamo di Mandela e non di Saviano!

INTIFADA NEL CUORE – La questione mediorientale è  da molti decenni uno dei punti decisivi delle relazioni internazionali. Ed è proprio dal posizionamento geopolitico ai tempi della Guerra Fredda che nasce l’ostilità del popolo della sinistra italiana verso la causa ebraica. Dopo l’allargamento di Israele successivo alla guerra dei Sei Giorni il sionismo è sempre stato visto perlopiù come una sorta di braccio armato dell’imperialismo capitalista. I carro armati di Tsahal sono diventati per molti il simbolo dell’Occidente che schiacciava un popolo oppresso, mentre le kefiah sono diventate la raffigurazione del Davide che lotta contro Golia. Una semplificazione molto forte e pure errata, che però è molto popolare nell’elettorato progressista e tra ampi segmenti cattolici, non solo in quelli prima confluiti nell’Ulivo e poi nel Pd. In questo contesto si capisce come mai digitando su Google la chiave di ricerca Sinistra per Israele si nota come la stessa associazione ci tiene a sottolineare che la sua denominazione non rappresenta un ossimoro. La lotta palestinese riscuote invece una naturale simpatia, e neppure il terrorismo suicida utilizzato nella Seconda Intifada ha diminuito in maniera significativa la naturale propensione a schierarsi verso chi vive nei Territori Occupati. La vicenda mediorientale è invero molto complessa e i torti e le ragioni da ambo le parti si sommano da molti decenni, fino ad essere precipitate prima con il trionfo elettorale di Hamas nelle prime elezioni dell’Autorità nazionale palestinese, e poi con l’arrivo al governo dell’alleanza ultra conservatrice di Netanyahu e Lieberman. La radicalizzazione progressiva delle posizioni in campo pare comunque aver poco mutato l’orientamento prevalente dell’opinione pubblica italiana, almeno a gauche.

Arrigoni e bambini       Arrigoni e bandiera                                    Vittorio Arrigoni è stato ucciso perché chi uccide non tollera testimoni. Ma anche perchè la spirale di follia in cui questo mondo sta scivolando richiederà sangue sull’altare dei potenti. E’ la morte diun eroe del nostro tempo, che, sempre di più, avrà bisogno di eroi.Il modo migliore di onorare la sua memoria sarà quello di prepararci a fronteggiare un’ondata di violenza che sarà proporzionale alla gravità della crisi in cui si dibattono i poteri che hanno condotto il pianeta nella tempesta già cominciata. Useranno l’inganno per perpetrare le loro violenze. Come in questo caso orribile. Hanno usato la sigla “salafita” perchè si riversasse sul mondo islamico l’esecrazione inevitabile. Ma era un trucco, ovviamente ignobile, per dirottare l’attenzione. Non volevano nessuno scambio di prigionieri. Volevano uccidere Vittorio.

arrigoni     bambino_palestinese_da_benvenuto_FreedomFlotilla1

TRAVAGLIO E SAVIANO, SIMILE DESTINO – Tre anni fa era invece successo al vice direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio di finire nel mirino delle critiche per la sua linea pro Israele. Il giornalista piemontese aveva espresso solidarietà alla controffensiva di Tsahal su Gaza, un’operazione militare raccontata da Vittorio Arrigoni, che conquistò molti cuori progressisti proprio grazie ai suoi resoconti appassionatamente filo palestinesi.

La voce rimbalza tra i siti della cosiddetta “informazione alternativa“: MarcoTravaglio ha tradito. L’accusa si basa su un commento con il quale il noto giornalista e scrittore ha risposto a un lettore che gli scriveva sulla questione dell’intervento militare israeliano a Gaza: “Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finchè si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anzichè lavorare a costruire lo Stato palestinese, s’è occupato di distruggere quello di Israele. L’ultima volta l’ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele“. Tanto basta a condannare Travaglio senza appello.Fino al giorno prima era il paladino della contro informazione, eroe dei disubbidienti, degli anti-berlusconi, dei “Vaff-People“, di tutti quelli convinti di essere impegnati a realizzare la rivoluzione che porterà porterà giustizia sociale, moralità politica, mercato equo-solidale e potere al popolo degli oppressi

Marco Travaglio diventò per alcuni giorni il bersaglio degli improperi della galassia alternativa e della opinione pubblica pro Palestina, perché nel nostro Paese esprimere simpatia per Israele è ancora un tabù in certi settori di opinione pubblica, che fa crollare anche gli eroi più acclamati.

vittorio_arrigoni_funerali_(mv)         Arrigoni ......                                       

A Vittorio Arrigoni 

Hanno ucciso tutti

Hanno ucciso tutti

hanno ucciso tutti i minareti

e le dolci campane

uccise le pianure e la spiaggia snella

ucciso l’amore e i destrieri tutti, hanno ucciso il nitrito.

Per te sia buono il mattino.

Non ti hanno conosciuto

non ti hanno conosciuto fiume straripante di gigli

e bellezza di un tralcio sulla porta del giorno

e delicato stillare di corda

e canto di fiumi, di fiori e di amore bello.

Per te sia buono il mattino.

Non hanno conosciuto un paese che vola su ala di farfalla

e il richiamo di una coppia di uccelli all’alba lontana

e una bambina triste

per un sogno semplice e buono

che un caccia ha scaraventato nella terra dell’impossibile.

Per te sia buono il mattino.

No, loro non hanno amato la terra che tu hai amato

intontiti da alberi e ruscelli sopra gli alberi

non hanno visto i fiori sopravvissuti al bombardamento

che gioiosi traboccano e svettano come palme.

Non hanno conosciuto Gerusalemme … la Galilea

nei loro cuori non c’è appuntamento con un’onda e una poesia

con i soli di dio nell’uva di Hebron,

non sono innamorati degli alberi con cui tu hai parlato

non hanno conosciuto la luna che tu hai abbracciato

non hanno custodito la speranza che tu hai accarezzato

la loro notte non si espone al sole

alla nobile gioia.

Che cosa diremo a questo sole che attraversa i nostri nomi?

Che cosa diremo al nostro mare?

Cosa diremo a noi stessi? Ai nostri piccoli?

Alla nostra lunga dura notte?

Dormi! Tutta questa morte basta

a farli morire tutti di vergogna e di sconcezza.

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Forse non tutti apprezzano i confini
che ci hanno abituato a registrare
con dovizia di carte, il favore
di armamenti pronti a sorprendere
chi ha fame, chi non può permettersi di stare
dove dicono gli altri se non c’è – non c’è –
più di che vivere. E’ un buon motivo
per credere in qualcosa che i trattati
non possono trattare. Se il nome di battesimo
non basta, è dovere di chi spera
– non di chi spara e chi separa –
inventare l’Utopia di una guerriglia
che rende bersaglio dei cecchini
israeliani, a cui puoi opporre solo
un tatuaggio, il tuo restiamo umani,
detto nel sangue, prima che venga maggio,
e sia già in volo.

Vittorio Arrigoni viene assassinato a Gaza nell’aprile 2011, una sentenza di tribunale condannerà alcuni dei suoi sequestratori e assassini, ma non si sapranno i veri motivi che hanno portato alla sua morte. Ai funerali parteciperanno più di duemila persone per portare omaggio a un ragazzo che sapeva concretizzare l’utopia. Emerge la figura di una donna, una madre, attenta, sensibile, e coraggiosa. Una madre che ha avuto il coraggio di lasciare andare il figlio per una strada difficile e pericolosa perché potesse esprimere la sua volontà e forza contagiosa in difesa dei diritti umani, in difesa dei popoli oppressi.

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