Aquila reale

aquila_reale_HD  E’ il Re di tutti gli uccelli

L’aquila reale (Aquila chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm, la sua apertura alare può raggiungere i 2,30 metri, mentre il suo peso può toccare anche i 6,7 kg. Ledimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine.

Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono robuste e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi e affilati ed il quarto dito, opposto agli altri, è munito di un’unghia più lunga che trafigge le prede. E’ dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta dell’uomo e un campo visivo di 300 gradi.

Il piumaggio è tutto di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di “reale”. Gli esemplari giovani presentano macchie bianche sotto le ali e alla base della coda. 

E’ l’aquila più diffusa nell’emisfero settentrionale. In Europa si stimano circa 3.000 esemplari.

L’aquila reale è un uccello molto attaccato al suo territorio, che può andare dai 50 ai 500 km quadrati a seconda della disponibilità di cibo. Predilige in genere gli spazi aperti con grandi pareti rocciose, sulle quali costruisce i suoi nidi. Si tiene lontana dalle zone troppo boscose o frequentate dall’uomo, ed è in generale assente nelle pianure.

Le coppie che si formano durano per tutta la vita e risiedono nello stesso territorio per anni. Durante questa permanenza ogni coppia costruisce nel proprio territorio fino a dodici nidi e, all’inizio della primavera, ne sceglie uno e lo rinnova.  

La riproduzione comincia a gennaio per gli esemplari che vivono in zone più calde, e a  marzo per quelli che abitano regioni più fredde. La femmina depone due uova e la schiusa avviene generalmente a metà maggio. Dei due aquilotti in genere sopravvive solo uno ed il battesimo del volo avviene nella seconda metà di luglio. La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 4-5 anni.

Aquila_reale_golden_eagle_falconry_01_1280 aquila reale ph Vitali Aurelio

La sua alimentazione è costituita per l’80% da mammiferi, con prede grandi anche fino alle dimensioni di un giovane camoscio. Le prede più frequenti sono: marmotte, lepri, scoiattoli, puzzole, conigli selvatici, donnole e faine. Anche altre specie di uccelli come le pernici, i galli cedroni, i fagiani ed i corvidi possono rientrare nei suoi pasti. In inverno la sua alimentazione può comprendere anche carogne.

Costruisce di solito il nido ad una quota più bassa rispetto ai territori di caccia, per non essere costretta a faticose risalite quando è appesantita dalla preda.

La sua tecnica di caccia è inconfondibile, scivola silenziosamente a bassissima quota lungo i crinali e piomba di sorpresa sulla preda che uccide quasi sempre con gli artigli. Gli uccelli, invece, possono essere afferrati anche in volo. 

L’aquila è protetta su tutto il territorio nazionale e la sua popolazione sembra mantenersi stabile, poiché le scarse nascite riescono appena a compensare le perdite causate dal bracconaggio. Ed è stato proprio il bracconaggio, assieme al furto dei piccoli ed al disturbo arrecato da strade e impianti di risalita, che per molti anni hanno fatto temere per la sua sopravvivenza.

Nel passato l’aquila reale è stata perseguitata nel suo habitat, dagli agricoltori, convinti che uccidesse i loro agnelli, e dai guardacaccia per proteggere gli uccelli nelle riserve dei loro padroni. Di recente i pesticidi agricoli e l’inquinamento hanno provocato danni alle uova, il cui guscio è così fragile che spesso si rompe prima di schiudersi. 

In realtà l’aquila reale non è un rapace di montagna, ma è solo li che riesce ormai a trovare territori relativamente disabitati e ricchi di selvaggina.

Il rinnovamento ed il volo dell’aquila

  il volo dell’aquila-

– Si dice che l’aquila viva fino a 70 anni, ma perché ciò accada, intorno ai 40 anni, deve prendere una decisione seria e difficile.

A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede dii cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto. Volare è ormai difficile.

Ora l’aquila ha solo due alternative : o si lascia morire, o affronta un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.

Volerà allora in cima ad una montagna, si ritirerà su un nido inaccessibile, addossato ad una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo piano e sicuro.

Trovato questo luogo, l’aquila comincia a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione.

Passate alcune settimane, le ricrescerà un nuovo becco. Con questo, strapperà uno ad uno, incurante del dolore, i vecchi artigli. Quando ricresceranno i nuovi artigli, con questi e con il becco, strapperà dal suo corpo tutte le penne, una ad una.

Quando rinasceranno le nuove penne essa, nuova aquila rinata, si lancerà sicura nel volo di rinnovamento e ricomincerà a vivere per altri trenta anni.

Solo gli spiriti veramente grandi come le aquile, hanno i nidi solo nelle vette deserte

aquilareale_1

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