Omaggio a Frida Kahlo

Parlare per me di Frida Kahlo è come parlare di un mito, di un maestro e forse poteva esserlo visto che la stessa Frida per un periodo ha insegnato. Ma chi è davvero Frida Kahlo? Tanto si è detto di lei eppure, secondo me, se ne potrebbe parlare all’infinito.  Frida Kahlo ha dipinto, soprattutto, se stessa….. le sue emozioni, le sue sofferenze, il suo dolore, la sua terra!
I colori che usa sono quelli della terra, caldi, avvolgenti, violenti, eccessivi!Una grande pittrice, molto amata in Messico, ma non solo.
La sua pittura – molto intensa – comunica sensazioni di dolore e solitudine ma anche di grande forza, dignità ed amore per la vita.
Frida Kahlo

Innanzitutto Frida Kahlo è una donna. Quest’affermazione che può sembrare ovvia e banale, in realtà non lo è.In un mondo maschilista come la pittura, soprattutto una volta, essere una donna vuol dire essere inferiore agli altri pittori (maschi). Essere considerati delle pittrici allora era già quasi una nomea di carità e uno sdegno visto che una donna deve, secondo la “tradizione”, essere una musa, quindi un’ispiratrice lei stessa e non essere dall’altra parte della tela. Infine Frida Kahlo è messicana ovvero di una donna che geograficamente risiede nell’America, ma che non viene considerata americana e come terzo fattore è comunista verace.
Con questi tre fattori, sembrava quasi impossibile che Frida Kahlo si imponesse a livello mondiale oltrepassando i confini dell’Oceano Atlantico e venire adorata a Parigi.
Non esiste arte più squisitamente femminile nel senso che, per ottenere il massimo di seduttività, si presta volentieri a farsi di volta in volta assolutamente pura e assolutamente perniciosa (ovvero che comporta danni di grave entità). L’arte di Frida Kahlo de Rivera è una bomba avvolta da un nastro di seta. Nell’ immobilità forzata e duratura Frida troverà nella pittura il tramite, lo strumento per esprimere tutta se stessa con quel suo linguaggio particolare, di uno stile arcaico e nel contempo moderno. Era nata nel 1907 da padre ebreo di origine ungherese: era un giovane immigrato in Messico, sofferente di crisi epilettiche, fotografo di successo preciso e meticoloso nell’eseguire con cura luci ed ombre. Da suo padre forse prende quella precisione nel descrivere minuziosamente ogni particolare usando anche minuscoli pennelli di zibellino: tranne che per pochissimi quadri, Frida prediligerà il formato minore (30x37cm), più intimo, più suo, più adatto a raccontare quello che provava, come vedeva e percepiva il mondo, il fuori, l’altro.Frida 1In tutte le foto si vede una Frida dallo sguardo diretto e penetrante, ironico e sensuale, interrogativo e ammiccante che poi ritroveremo sempre nei suoi autoritratti dove si dipinge con caratteristiche ed estrose acconciature e riccamente ingioiellata. Sosteneva di essere nata nel 1910, figlia della rivoluzione messicana e del Messico moderno. La sua attività artistica ha avuto di recente una rivalutazione, in particolare in Europa con l’allestimento di numerose mostre.
Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò talento artistico e uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.
Rimase vittima di un incidente stradale tra un autobus su cui viaggiava e un tram, a causa del quale riportò la frattura delle vertebre. Un corrimano le trafisse la schiena, provocandole una forte emorragia. Ciò la segnerà a vita costringendola a numerose operazioni chirurgiche. Subito dopo l’incidente, e dimessa dall’ospedale, fu costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa col busto ingessato. Questa forzata situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere (il padre stesso era pittore). Il suo primo soggetto fu il suo piede che riusciva a intravedere tra le lenzuola. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo tale che potesse vedersi, e dei colori; cosicché iniziò la serie di autoritratti. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a recuperare la capacità di camminare, sebbene non senza dolori, che sopporterà a vita. Portò i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera rimase colpito dallo stile moderno della giovane artista tanto che la trasse sotto la sua ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana. 

Divenne un’attivista del partito comunista messicano cui si iscrisse nel 1928, partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di colui che era stata la sua “guida”. Infatti nel 1929 il 21 agosto sposò Rivera, che era al suo terzo matrimonio, pur sapendo dei continui tradimenti a cui andava incontro. Lei, dal canto suo, fece lo stesso anche con esperienze omosessuali.
In quegli anni al marito Rivera furono commissionati alcuni lavori negli USA, come il muro all’interno del Rockefeller Center di New York, o gli affreschi per la fiera internazionale di Chicago. A seguito dello scalpore suscitato dall’affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio era chiaramente raffigurato col volto di Lenin, gli furono revocate tali commissioni. Nello stesso periodo di soggiorno a New York la Kahlo rimase incinta, per poi avere un aborto spontaneo a gravidanza inoltrata a causa dell’inadeguatezza del suo fisico a sopportare una gestazione. Ciò, ovviamente, la scosse molto. Quindi decise di tornare in Messico col marito. frida-diego-4I due decisero di vivere in due case separate collegate, però, da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “da artista”. Nel 1939 però, i due divorziarono a causa del tradimento di Rivera con la sorella di Frida.
Risposò Rivera nel 1940 a San Francisco. Da lui aveva assimilato uno stile volutamente naïf che la portò a dipingere in particolare piccoli autoritratti ispirati all’arte popolare e alle tradizioni precolombiane. La sua chiara intenzione era, ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native, affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana.
Il suo cruccio maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Rivera è raccontata in un suo diario. I numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che, neanche all’epoca, potevano passare inosservati come quelli del rivoluzionario russo Lev Trotsky e del poeta André Breton. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli Anni venti. 

Frida scriverà successivamente: …un mucchio di gente al vernissage e molte congratulazioni per la “chicua”, tra le altre un grande abbraccio da Juan Mirò e grosse lodi per i miei quadri da Kandiskij, congratulazioni da Picasso e Tanguy, da Paalen e dagli altri “gran caca” del surrealismo. Insomma, posso dire che è stato un successo e, tenendo conto della qualità del pubblico (vale a dire il gruppo di quelli che mi facevano le congratulazioni), credo che la cosa sia andata abbastanza bene…
Ma la cosa che più le premeva era di fare una mostra in Messico e la ottenne quando ormai era chiaro che era in fin di vita:
Da allora in poi la sua vita fu un lento scendere all’Inferno e Frida lo rese colorato e intenso. Quando finalmente Frida ottenne la sua mostra, non si poteva neanche alzare dal letto così Frida ci andò col suo letto. Fu un’incredibile festa come Frida voleva, una festa chiassosa e allegra, ma sapeva troppo di un addio alla vita. Tutti gli spettatori della mostra, amici e vicini, le stavano attorno e si accorsero che ormai Frida era prossima alla morte. Frida recitò fino alla fine il suo ruolo folkloristico.
Un critico del Time scrisse: Dopo aver visto la sua mostra una settimana fa, il Messico si è reso conto della dura realtà di Frida Kahlo. E sta diventando persino più dura. Di recente, le sue condizioni hanno continuato a peggiorare: gli amici che la ricordano come una donna florida e vigorosa sono sconvolti dal suo aspetto macilento. Ormai non riesce a stare in piedi per più di dieci minuti alla volta e c’è una minaccia di cancrena a un piede. Ma anche adesso, ogni giorno, si trascina a fatica fino alla seggiola per dipingere, anche se solo per poco. “Non sono malata” dice “Sono spezzata. Ma, finché riesco a dipingere, sono felice di essere viva.”

Dopo la mostra, Frida entrò in un delirio, divenne violenta per via delle droghe che le davano per combattere i dolori. Inoltre le amputarono la gamba destra. A cosa servono i piedi se ho ali per volare? scrisse Frida nel suo diario che tenne in questi ultimi anni di vita.

Il suo diario divenne più che un confidente, divenne un oggetto a cui affidare gli ultimi brandelli colorati di vita. Frida Kahlo morì il 13 luglio 1954.

Diego Rivera non poté credere che la sua moglie, la sua compagna e la sua amante potesse morire e per farlo rassenerare, per dimostrargli che Frida era davvero morta, i medici le tagliarono la pelle e non uscì sangue. Le tagliarono anche la giugulare e uscirono poche gocce. A quel punto Diego si rassegnò.

Un amico di Frida Kahlo, Andres Iduarte le dedicò queste parole al funerale:
Frida è morta. Frida è morta. La creatura brillante e piena di volontà che, quando eravamo giovani, riempiva di luce le aule della Scuola nazionale preparatoria è morta… Un’artista straordinaria è morta: avvertita nello spirito, generosa nel cuore, sensibilità fatta carne, amore per l’arte fino alla morte, intima del Messico in vertigine e in grazia… Amica, sorella del popolo, grande figlia del Messico: tu sei ancora viva… Tu continui a vivere…Frida a letto

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