A me……Unica

Marina disegnataIl Calderone dell’anima si alimenta con qualsiasi cosa, qualsiasi cosa può diventare anima. Lasciamoci andare a “cascata” nel seguire il tragitto che le cose tracciano per giungere sino a noi: nella fattispecie intendo sottolineare, evidenziare il filo, la traccia che lascia per inerzia ogni pensiero. Seguo la scia la “scia che lascia”. Sono la scia e allo stesso tempo l’acqua

Per parlare di se stessi bisogna essere pronti a denudarsi, è il posto, il momento giusto per farlo? Già all’inizio troppe  domande,  ci provo e basta, sicuramente avrò dei vantaggi ma anche dei svantaggi! PRONTA? BOH! MAH! Proviamo….Sicuramente non voglio essere noiosa, questo lo so per certa, mi piacerebbe interessare ed incuriosire qualcuno che passa da queste parti. La nostra unicità è un’infinita Danza di Vita ed anche la mia lo è e lo è stata, a volte Rock duro, a volte Classica Leggera e a volte mi sono seduta ad ascoltare…Ascoltavo….. Un infinità di fili d’emozione ingarbugliati dentro, che si volevano con il passare del tempo sciogliere semplicemente, ma il tempo aveva creato dei nodi robusti e belli grossi! Il segreto è nella chimica? No nei Filo-Menti di energia a volte troppa e mal distribuita, come miliardi e miliardi di filamenti sinaptici che collegano tutto l’Universo e le Galassie! Tutti collegati o a volte Scollegati! A volte forme o suoni e profumi se non come belletti di vita.

Unicità  filamenti                                      Il Gene diciamo, a volte è egoista, costruisce, assembla l’organismo che più gli fa comodo e non tiene conto se a te fa piacere indossare questo tipo d’abito! Quello che conta è osservare e penso sia vero, non bisognerebbe mai essere ingordi, riempire velocemente la tazza  per poi però farla traboccare, non è forse meglio e più importante svuotare tutto ed essere pronti a riempirla di cose buone piano e con cura? Ad ogni modo le difficoltà e le battaglie per migliorare nella vita di ogni essere umano merita grande rispetto e non esiste un dogma di verità assoluta ci sono mille sfaccettature per ogni essere umano e chi più chi meno riflette la propria luce interpretandola come meglio crede, sempre senza creare incendi devastanti.

denudarsi      ragazza con chitarraragazza con le bolletopo e bambina                                           Avendo modi d’espressioni diciamo passionali (che parli con passione) si può essere a volte (spesso) fraintesi da chi non frequenti e ti ritrovi ad interagire, spiegare che non implica sempre indossare una maschera il comunicare e non è per tutti un fattore folcloristico. Gli sgarbi non li accetto, se me li fanno non dimentico, posso perdonare ma non dimenticare, se fai parte del mio “branco” passi verso le ultime fila, poi devi correre tanto se vuoi raggiungermi, sta a te riguadagnare posizione! Corro veloce e se non vuoi stare dietro devi farlo anche tu…..Il mio “branco” lo scelgo io ed è composto di animali selvaggi a volte scontrosi ma ci si aiuta, non esistono gare per primeggiare e per le “prime donne” non c’è posto. C’è anche il capo branco ed io lo sono. Esserlo comporta pericoli e prove ardue, bisogna essere pronti a tutto. La forza ed il coraggio però, a volte ti rinchiudono in gabbie solitarie, questi elementi che tutti esaltano non sono sempre buone qualità. E’ difficile essere se stessi con le persone perchè implica il consumo di molte energie e non tutti sono disposti a condividere. Sono un’anima solitaria, amo però anche la compagnia, anche se dopo un po preferisco tornare in ambienti tranquilli con pochi amici. Adoro la competizione in qualsiasi campo, mi affascina, un modo per farsi conoscere e conoscere se stessi per me è praticare sport, un buon insegnante di vita che insegna a collaborare, rispettare e rafforzare una persona, forgiare spigoli che nella vita feriscono e fanno crescere. La musica poi dev’essere la tua compagna di vita, tutto è musica e anche tu sei musica ……Quando però capisci che è arrivato il momento del silenzio, vuol dire che conosci un po te stesso, parlare con l’io dentro noi, trovare l’equilibrio e sorridere.

radio e poltrona Vintage  tango-baile-tipico-argentino                                            La vita è ogni giorno una partenza, chi si porta dietro tante valigie e tanti pacchetti e chi invece viaggia più comodo, con poco, con ironia e senza prendersi tanto sul serio, perchè la vita è tutto un Quiz!

rose rosse selvatiche        Rose rosse selvatiche…….

Adoro tutto ciò che oggi è la mia vita!

Diceva Jimi Hendrix : La pazzia è come il paradiso.

Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello 

che gli altri possono dire……

sei vicino al cielo.

Putin

putin da piccolosan-pietroburgo3                                                Non si può amare ciò che non si conosce Fëdor Michajlovic Dostoevskij 

Vladimir Vladimirovič Putin in Russo Владимир Владимирович Путин, nasce a Leningrado, vive un’infanzia povera…Due fratelli più anziani morti, uno nei primi mesi di vita, l’altro di difterite. Putin si è laureato in Diritto Internazionale alla Facoltà di Legge all’Università Statale di Leningrado. Alla fine degli studi fu arruolato nel KGB, prima come membro e quindi dirigente dell’organizzazione segreta, ufficiale dei servizi segreti comunisti con il grado di Colonnello del KGB. 

putin35 putin5Ha vissuto per cinque anni a Dresda, nella Repubblica Democratica Tedesca, ha operato presso la STASI. Dopo il collasso della Germania fu richiamato in Unione Sovietica e tornò a Leningrado. Nel 1991 fu inserito nella sezione Affari Internazionali dell’Università Statale. Fu Consigliere del Sindaco (1990) di Sanpietroburgo per gli affari Internazionali. Guidò la delegazione pro-governo della città nel partito politico La Nostra Casa è la Russia, fu inoltre a capo del Gruppo editoriale del giornale Sankt-Peterburgskie Vedomosti. Nel 1997 (27 giugno) conseguì il Master in economia,primo livello post laurea, all’Istituto Minerario di Sanpietroburgo con una relazione dal titolo La progettazione strategica delle risorse regionali sotto la formazione dei rapporti del mercato.

putin8      putin13                                                      Nel 1998 fu nominato capo del FSB (una delle agenzie che succedettero al KGB) . Divenne un membro permanente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa.

putin.daughters   india-putin                                        Nel 1983 Putin sposa Ljudmila Skrebneva al tempo studentessa di Filologia spagnola all’Università Statale di San Pietroburgo. La coppia ha due figlie nate nel 1985 e l’altra nel 1986, studiano alla Scuola Tedesca di Mosca.

Nel 2013 Putin e Ljudmila annunciano pubblicamente la fine del loro matrimonio.

Uno degli sport preferiti da Putin è l’arte marziale del Judo. Iniziò ad allenarsi nel Sambo (un’arte marziale originaria dell’Unione Sovietica) all’età di 14 anni, prima di passare allo Judo.

Putin  guarda Judoo vladimir-putin-attends-judo-training-session                                            Coautore di un libro sul suo sport preferito, pubblicato in Russo come Judo con Vladimir Putin. Il primo lider ad avere raggiunto dei livelli avanzati. Detiene l’8° dan ( cintura rossa/bianca) ed è maggiormente conosciuto per la sua Harai Goshi.

Reintrodusse il programma di allenamento psicologico.

http://discutere.altervista.org/blog/2012/03/05/la-storia-siamo-noi-lultimo-zar-la-russia-di-putin/

Nel 1999 (9 agosto) Putin fu nominato Primo Deputato e poi gli permetterà di essere insignito dell’incarico di Primo Ministro della Federazione Russa del Presidente Boris El’cin. Nel 1999 (31 dicembre) El’cin rassegnò le proprie dimissioni e, come previsto dalla Costituzione, Putin divenne Presidente ad interim della Federazione Russa. Nel 2000 ( 26 marzo ) le Elezioni alla prima tornata le vince Putin e il 7 maggio giurò come Presidente. Secondo mandato 2004 (14 marzo ) è stato rieletto Presidente con il 71 per cento dei voti.

putin7      Âëàäèìèð Ïóòèí ñòàë êàâàëåðîì "Ñàêñîíñêîãî îðäåíà áëàãîäàðíîñòè"                              Come nel primo mandato anche nel secondo la comunanza politica fra Cremlino e la Duna favorisce il formarsi di governi più stabili e duraturi.

Nel 2008 Putin è tornato alla carica di Primo Ministro da lui già detenuta prima del mandato presidenziale.

Terzo mandato 2012 ( 4 marzo ) Putin viene eletto per la terza volta Presidente della Repubblica Federale Russa.

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Tutto mi ubbidisce ed io a nessuno. Superiore ad ogni desiderio, sono sereno. Conosco il mio potere: quello che ho, mi basta       A.Pushkin

http://italian.ruvr.ru/2014_11_27/Putin-Non-minacciamo-nessuno-ma-guai-a-chi-ci-provoca-9630/

http://italian.ruvr.ru/2014_11_27/Per-i-tedeschi-orientali-Putin-e-eroe-9458/

Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che nel corso dell’utimo anno e mezzo la Federazione Russa ha inviato in Siria 30 aerei con aiuti umanitari.

aerei umanitari russi    Putin e cavallo                                            Putin e mappamondo  Putin al telefono                                                                                       Putin cin cin                                                                            

                                            La donna crede irresistibile lo sguardo languido, ma se la stessa cosa del ridere

pensasse, certo,sarebbe tutta sorrisi    A.Pushkin

SALUTE!

Giornalismo: Menzogna

prostitute  I giornalisti sono talmente venduti che le prostitute sono esempi di castità

Gli spazi intellettuali non fanno più parte del giornalismo italiano che ormai è solo costruito sulla menzogna.

Solo profitto, una società che dovrebbe essere civile ed invece scopriamo che grandi società investono anche in assicurazioni sulla vita dei propri dipendenti. Le società intestano se stesse come beneficiarie…..LUCRO, già, proprio così, quanto vali da morto? Polizze che vengono chiamate “Assicurazioni del contadino morto”! Servi della gleba, questo è! Il fatto che questi stessi plebei difendono strenuamente il Sistema Capitalista, lo considerano responsabile del progresso, comodità che possono avere e che non hanno mai pensato prima di possedere! Difendono gli interessi delle corporations e ne espandono il dominio morendo in guerre coloniali dall’altra parte del mondo.

giornalisti venduti  carta-riciclata                                      http://http://www.laleva.cc/grandefratello/disinformazione.html

D’altronde se da un lato i giornali e i media in genere raccontano i fatti in modo volutamente distorto. Dall’altro le agenzie governative danno ai giornalisti delle informazioni che sono distorte esse stesse. La verità è ciò che loro ci propongono come verità. Ciò che non è riportato dalla stampa non esiste, e quello che esiste è solo nella forma in cui appare in essa.

I Pensieri di un bimbo……

Penso non abbiamo bisogno di auguri e regali ma di consapevolezza da poter donare a sacchi ……I grandi pensieri di un piccolo ometto!                                                                                                                                                                                                                                            Tommaso pensieroso

Evita

Eva Peron 1Eva Peron 2Eva Peron 3                  Eva Peròn, o con l’affettuoso diminutivo in lingua spagnola EVITA

Eva Maria Duarte de Perón nasce il 7 maggio 1919 a Los Toldos, un paesino della pampas situato al centro dell’Argentina. La madre Juana Ibarguren è una cuoca che lavora per Juan Duarte un piccolo proprietario terriero da cui ha cinque figli, che però ha un’altra famiglia. Quando Juan Duarte muore, Eva ha soli 7 anni e non le viene permesso, così come i suoi fratelli, di partecipare ai funerali perché non riconosciuta dal padre. Da questo momento la sua famiglia diviene ancora più povera ed Eva vive un’infanzia difficile, segnata dalla povertà e dall’onta della figlia illegittima, nonostante in Argentina fossero già molti i ‘signorotti’ con due nuclei famigliari.

Qualche anno dopo la sua famiglia si trasferisce a Junin quando sua madre Juana conosce un esponente del partito radicale argentino. Ed è proprio da questa cittadina che il 2 gennaio del ’35 la quindicenne Eva, diventata ormai una ragazza ambiziosa, prende un treno e scappa verso Buenos Aires perché sente che la provincia le sta stretta e sogna un futuro da attrice che può trovare solo in una grande città. Come molti aspetti della sua vita ancora oggi mai chiariti non si sa con certezza cosa la spinse ad arrivare a Buenos Aires: la versione più accreditata avalla l’ipotesi che, essendo giunto a Junin il famoso cantante di tango AugustínMagaldi, Eva dopo avergli espresso il suo desiderio di diventare attrice, l’avrebbe supplicato di portarla con lui nella capitale, diventandone forse l’amante. Ma per Eva è molto difficile farsi strada: è un’adolescente che viene dalla campagna, senza una famiglia che la protegge, né amici che le possono dare consigli. Inoltre non ha cultura anche se possiede un’intelligenza molto rapida e un’intuizione spiccata. Nei primi periodi si arrangia a fare un po’ di tutto, talvolta rimane senza lavoro e senza ingaggi, barcamenandosi in compagnie teatrali che le offrono salari da fame. È in questi anni che a causa delle sue frequentazioni su di lei nascono pettegolezzi e maldicenze.

Per chi non ama la sua figura e la sua storia, Eva in questo periodo è solo un’attrice mancata e una prostituta per i canoni dell’epoca. Chi la ama invece afferma che in realtà non ha avuto bisogno di ?donarsi? perché dopo essere riuscita a superare un provino alla radio nel 1939, ha ottenuto un posto fisso e una paga sicura facendo sognare con la sua voce le donne argentine, interpretando di volta in volta personaggi femminili dal drammatico destino ma con un inevitabile lieto fine.

Eva_Perón                   Casa_Rosada_in_Buenos_AiresLa Casa Rosada palazzo del governo argentino in Plaza de Mayo, prende il nome dal suo colore: fu colorata di rosa per il volere del presidente Sarmiento che, secondo una leggenda, volle mescolare i due colori rosso e bianco, a rappresentare l’unione dei due partiti (federalisti e unitaristi) che si scontrarono nella dura guerra civile nel XIX secolo; in realtà nel XIX secolo gli edifici colorati di rosa andavano molto di moda perchè il colore era facile da ottenere mescolando calcina e sangue bovino che la rendeva resistente all’acqua.

http://http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/evita/806/default.aspx

Evita conosce Juan Domingo Peron
Nel 1944 un tragico evento si trasforma in una svolta per la sua vita che le permette di salire in modo del tutto imprevisto alla ribalta della storia: un terremoto distrugge la cittadina di San Juan causando più di 10milamorti. Il sottosegretario al Departamento Nacional del Trabajo (il Ministero del lavoro) Juan Domingo Peron, al fine di raccogliere i fondi per la ricostruzione del paese decide di organizzare un festival affidato a una commissione di artisti, tra i quali c?è anche Evita Duarte. Il 22 gennaio del ’44 durante il festival al quale partecipano anche i soldati dell’esercito e della marina, Evita e Peron si incontrano. È Domingo Mercante a farli sedere vicini e quindi conoscere mentre tutte le altre donne muoiono di invidia! La leggenda vuole che sia stato un colpo di fulmine: Eva attratta dal senso di protezione che Perón, di ventiquattro anni più anziano, le suscita, lui colpito dall’apparente bontà di lei (come dichiarato in un’intervista) e dal suo carattere irrequieto e insicuro.

In seguito a questa vicenda Evita e Peron iniziano a mostrarsi insieme in pubblico e subito riemergono i pettegolezzi sul passato di lei: per l’opinione pubblica è inconcepibile che un militare nonché vicepresidente della Repubblica, Ministro della guerra e Ministro del lavoro, possa frequentare un’attrice.

Juan Domingo Peròn                argentina-2                                            La rivolta dei descamisados
Rientrato in Argentina dopo un soggiorno di due anni in Italia, dal 1938 al 1940, dove si era trasferito per studiare da vicino il fascismo e il suo leader Benito Mussolini, Juan Domingo Peron nel ’43 entra a far parte del ?Grupo de Oficiales Unidos? (Gou), la loggia massonica che aveva organizzato il golpe del 4 giugno 1943 per impedire l’elezione a Presidente del filo-britannico Robustiano Patrón Costas. Nel 1945 Buenos Aires è la sesta potenza economica mondiale: nascono quindi il proletariato urbano, le prime rivendicazioni sociali e le prime lotte sindacali organizzate.

Peron ha le idee chiare su come ‘gestire’ questa nuova situazione del Paese: né con la forza, né aprendo ai lavoratori, ma attraverso una sua terza via (che poi diventerà il cosiddetto peronismo) che vede la strategia del ‘per il popolo, ma non attraverso il popolo’. Le sue idee politiche però non piacciono ai conservatori che il 12 ottobre del ’45 lo arrestano. Ma il popolo è dalla sua parte e non appena viene a sapere dell’arresto manifesta per la sua liberazione.

La mattina del 17 ottobre 1945 viene quindi indicata come la data di nascita del ‘peronismo’, ovvero di quell’idea politica di Peron che si proponeva quale terza via fra il capitalismo e il socialismo. Il sindacato del CGTindice uno sciopero generale per la liberazione di Peron: i manifestanti spontaneamente convergono verso il palazzo del governo, la ‘Casa Rosada?. A mezzogiorno la piazza è colma di migliaia di persone che contro l’etichetta dell’epoca a causa del caldo si sono tolte la giacca, rimanendo con la camicia. Da qui il termine ?descamisados? per indicare quei lavoratori che reclamavano condizioni di vita migliori, sostenitori di Peron e di Evita. I militanti restano in piazza fino a tarda sera, sono sempre più numerosi e alla fine i militari sono costretti a rilasciare Peron, imponendogli anche di affacciarsi alla finestra per calmare le acque. Per tutti ormai è chiaro: Peron è pronto a guidare il Paese.

Riguardo al ruolo di Evita durante la rivolta dei descamisados, le testimonianze sono discordi: alcuni storici affermano che fu Evita diventata una fervente attivista a capeggiare la rivolta, altri che invece non vipartecipò affatto anche perché non conosceva bene né gli operai né gli amici di Peron. Per la storia comunque Evita ha avuto un ruolo importante in quei giorni, tanto da diventare proprio da quel momento l’idolo dei descamisados.

Evita Peron
Il 22 ottobre del ’45 Evita Duarte e Juan Domingo Peron, entrambi figli illegittimi nati in un paesino di campagna, si uniscono in matrimonio, diventano la coppia più nota del mondo.

Evita cambia il suo look e inizia a raccogliersi i capelli (ora biondi) a chignon e a indossare tailleur. Tutte le donne argentine imiteranno il suo stile. Fa inoltre sparire il suo atto di nascita per modificare il suo nome: da Eva Maria diventa Maria Eva Duarte de Perón, perché più aristocratico visto che le ragazze di buona famiglia portavano il nome Maria per primo.

Eva_Peron_Saluda_A_Su_Pueblo  laboca                                         La-Boca-is-the-colorful-heart-of-Buenos-Aires-Courtesy-Zicasso  A pochi chilometri dal centro di Buenos Aires, un quartiere accogliente, che non dà mai l’impressione di essere troppo affollato

La Boca

La politica di Evita
Evita aveva iniziato a dedicarsi anima e corpo dei più deboli nel ’46 quando prende un treno per tornare in mezzo a quel popolo da cui era venuta e fuggita da ragazza. Si reca a portare speranza in paesi dell’entroterra dove i politici non erano mai stati. Per tutti è la dama della speranza.
Anche in questo caso i giudizi sono controversi: c?è chi vede in lei l’incarnazione della donna generosa che si adopera ad aiutare i più poveri e deboli, e chi invece vede in lei la donna borghese che fa solidarietà indossando favolosi abiti e preziosissimi gioielli. Evita ad ogni modo dà vita alla ‘fondazione Evita Peron? con la quale aiuta i bisognosi e fa grandi opere come le scuole e gli ospedali (finanziati anche con i soldi del ministero). Costruisce case per i senzatetto e gli anziani, senza mai dimenticare le esigenze dei bambini. Questa fervente attività benefica di certo le procura grandissima popolarità e ammirazione e spesso la domenica mattina si affaccia al balcone della Casa Rosada davanti alla folla che la acclama, vestita e pettinata di tutto punto.

Il 9 settembre del ’47 il parlamento approva il disegno di legge che concede alle donne il diritto di voto, proprio grazie alla lotta di Evita: pensava infatti che l’assenza delle donne nelle decisioni del Paese fosse ciò che successivamente condannava le famiglie e che quindi le donne dovessero avere un ruolo sociale ottenendo prima di tutto il diritto di voto. Viene quindi fondato il partito peronista delle donne. Questa forse è la sua battaglia più importante, il suo obiettivo più “avangurdistico“.

Peron diviene un capo sempre più autoritario che non permette la libertà di stampa, né spazi politici all’opposizione, e che esercita il suo potere con rigidità e fermezza (e talvolta crudeltà). La sua è una dittatura insolita che vuole dare ordine al capitalismo e che assicura condizioni di vita più umane ai salariati. Il popolo lo ama, mentre i suoi nemici sono gli intellettuali, le università, la stampa e la Chiesacattolica.

Nel ’49 l’Argentina che fino a quel momento aveva conosciuto la crescita economica, entra in una crisi che si aggraverà nel ’52: le riserve internazionali accumulate durante la Seconda Guerra Mondiale si esauriscono e gli scioperi verso il governo (riconosciuti dalla nuova Cosituzione del ’49) iniziano a farsi sentire. Eppure Peron ed Evita mantengono ben saldo il loro carisma verso il popolo.

Intanto la scena politica diviene sempre più di Evita che continua a parlare ai suoi descamisados e a fondare scuole per i bambini bisognosi, come la ‘Città per l’infanzia’, che si occupano anche di portare i bambini al mare durante l’estate.
La società è in piena trasformazione, se prima solo gli aristocratici andavano al mare per esempio, ora il ‘mar de plata’ è pieno di gente del popolo che ha imparato a godere del sole. Era impensabile un tempo per una persona di una certa classe sociale vedere al mare il proprio domestico! Questo rispecchia pienamente la politica di Peron-Evita: una gestione autoritaria del potere, ma anche una sostanziale integrazione sociale e un’effettiva redistribuzione del reddito. Tra mille contraddizioni, infatti, l’Argentina diventa il Paese più democratico del subcontinente.

plaza-de-mayo1Piazza di maggio nel quartiere di Monserrat fu lo scenario della rivoluzione di maggio del 1810. In questo stesso luogo fu firmata la dichiarazione dell’Argentina e si riunirono le madri della Plaza de Mayo durante la dittatura argentina, per manifestare contro il regime per la sparizione dei propri figli.

La candidatura di Evita
In Argentina si è sempre discusso se fosse Evita a esercitare il proprio potere su Peron o il contrari; probabilmente come affermano gli storici Peron si occupava delle decisioni politiche, mentre Evita della parte più emotiva della politica. Erano una coppia perfetta proprio perché si completavano.

Il 22 agosto del ’51 è un giorno storico per Evita Peron: la first lady tiene un comizio per la sua recente candidatura alla vicepresidenza nel secondo mandato del marito. Alle 14:30 le strade di Buenos Aires sono piene di gente radunata dal CGT, il sindacato peronista, per consacrare la formula Juan Domingo Peron-Evita alle prossime elezioni che si sarebbero tenute in novembre. Alle 17 nel più grande viale di tutto il Sudamerica si affollano un milione mezzo di persone che esplodono in un’ovazione quando sul palco si affaccia Peron. Ma la folla manifesta subito il disappunto di non vedere anche Evita. Il clima si fa teso e così anche Evita si affaccia al balcone accanto al marito.

Nel tripudio della folla lei prende la parola: ha un compito difficile, perché Peron le ha chiesto di rinunciare a candidarsi a causa delle pressioni contrarie dei militari e dei conservatori (che non potevano accettare che una donna potesse arrivare alla carica di vicepresidente). Evita inizia quindi a osannare il marito per prendere alla larga il discorso, ma la piazza non accetta i suoi giri di parole: vuole sentire la conferma della sua candidatura. Lei chiede tempo e la folla si agita sempre di più. Alle 21 quando ormai la tensione è palpabile, Peron ripende la parola: ‘Tranquilli, sarete voi a decidere come sempre’, dice. Il generale vorrebbe sciogliere l’adunata, ma il popolo non se ne va via. Evita allora chiede loro di avere pazienza: ‘Compagni per l’affetto che ci unisce’per favore, non mi costringete a fare quello che io non voglio fare!’. Ma alle 23 è costretta a riprendere la parola: ‘Come dice il Generale Peron, farò quello che mi chiede il popolo!’.

La folla crede di aver vinto e che Evita diventerà vicepresidente, ma lei invece ha solamente ripetuto le parole di Peron.

Evita aveva lavorato duramente con il sindacato per la sua candidatura, ma i militari non volevano assolutamente vederla in un ruolo politico ufficiale, anche perché se Peron, ormai anziano, fosse morto sarebbe rimasta lei a comandare. Alcuni storici sostengono che se Peron si fosse imposto per la candidatura della moglie i militari avrebbero ceduto e che Peron non lo fece perché sapeva che Evita era gravemente malata a causa di un cancro uterino. <

Evita infatti soffre di dolori allo stomaco: inizialmente si pensa siano dovuti al suo cattivo rapporto con il cibo (mangiava pochissimo per paura di diventare grassa) ma poi i medici scoprono che si trattava di un tumore all’utero in stato avanzato. Evita rifiuta di farsi operare affermando di non voler rimanere a letto quando intorno a lei c’era così tanto da fare, così tanta gente che aveva bisogno di lei.

Evita rinuncia alla candidatura
31 agosto 1951, durante un nuovo comizio Evita rinuncia alla sua candidatura con queste storiche parole: “Compagni, voglio comunicare al popolo argentino, la mia decisione irrevocabile e definitiva, di rinunciare all’onore con cui i lavoratori e il popolo della mia patria mi hanno riconosciuto nella storica Adunata Popolare del 22 di agosto. Non rinuncio alla lotta o al lavoro, rinuncio agli onori“.

Questa sua rinuncia verrà seguita da una sua grande partecipazione alle cose pubbliche: compare spesso in pubblico sempre più magra, ma anche più aggressiva, nell’instancabile sostegno a Peron che pure l’aveva eliminata dalla scena politica. Nel suo ultimo anno di vita Evita lavora senza sosta, fino all’agonia e il suo ultimo discorso: “Io spero di tornare al più presto a combattere con voi e per questo vi chiedo di pregare Dio che mi restituisca la salute perduta: non per me, né per Peron, ma solo per voi. Per i miei descamisados!

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Muore Evita Peron
Il 26 luglio del ’52 alle 20:25 muore il ‘capo spirituale della nazione’, Evita Duarte Peron. Il decesso viene annunciato via radio a tutta la nazione, che proclama il lutto nazionale. Le esequie durano 15 giorni, sotto una pioggia incessante che accompagna il pianto degli argentini. Evita era ancora giovanissima, aveva solamente 33 anni: la morte trasforma la sua vita in leggenda e sono molti gli argentini a volerla ‘santa’. Oggi il corpo risiede nella tomba di famiglia (i Duarte) nel cimitero più borghese del Paese, ma per l’Argentina è come se non fosse mai morta.

In un discorso Juan Domingo Peron affermò: “Senza dubbio il peronismo non sarebbe stato lo stesso senza Eva Peron: lei mise una quota importante di amore e fanatismi di cui hanno bisogno le grandi cause. Fu candidata a tutte le cariche e non volle accettarne nessuna. Era una donna talmente straordinaria e lasciò un’eredità tale che rimarrà nella storia argentina per moltissimi anni“.

Peron      Perons

Un’assemblea costituente, nel 1949 elaborò una nuova costituzione che incorporava i principi del giustizialismo. Questo che segue è il manifesto del Partido justicialista con i suoi venti punti così come furono enunziati nel 1950 da Perón:

1 – La vera democrazia è quella in cui il governo compie la volontà del popolo e difende un solo interesse: quello del popolo.

2 – Il peronismo è essenzialmente popolare. Ogni fazione politica è antipopolare e pertanto non è peronista.

3 – Il peronista lavora per il movimento. Colui che in nome del partito serve una fazione o un caudillo è peronista soltanto di nome.

4 – Per il peronismo c’è soltanto una classe di uomini: quella degli uomini che lavorano.

5 – Nella nuova Argentina il lavoro è un diritto che dà dignità all’uomo, ed è un dovere perché è giusto che produca almeno quanto consuma.

6 – Per un peronista non vi può essere niente di meglio di un altro peronista.

7 – Nessun peronista deve sentirsi di più di quello che è, né meno di quello che può essere. Quando un peronista comincia a sentirsi superiore a quello che è, sta già trasformandosi in un oligarca.

8 – Nell’azione politica, la scala dei valori di ciascun peronista è la seguente: prima la patria, poi il movimento ed infine gli uomini.

9 – Per noi la politica non è un fine ma soltanto un mezzo per il bene della patria che è costituito dalla prosperità dei suoi figli e dalla sua grandezza nazionale.

10 – Le due braccia del peronismo sono la giustizia sociale e l’assistenza sociale. Con esse diamo al popolo un abbraccio di giustizia e di amore.

11 – Il peronismo aspira all’unità nazionale e non alla lotta. Desidera eroi ma non martiri.

12 – Nella nuova Argentina gli unici privilegiati sono i bambini.

13 – Un governo senza dottrina è come un corpo senz’anima. Perciò il peronismo ha una sua propria dottrina politica, economica e sociale: il giustizialismo.

14 – Il giustizialismo è una nuova concezione della vita, semplice, pratica, popolare, profondamente cristiana e profondamente umanista.

15 – Il giustizialismo, come dottrina politica, realizza l’equilibrio dell’individuo con quello della comunità.

16 – Il giustizialismo, come dottrina economica realizza l’economia sociale, mettendo il capitale al servizio dell’economia e quest’ultima al servizio del benessere sociale.

17 – Il giustizialismo, come dottrina sociale, realizza la giustizia sociale che dà a ciascuno il suo diritto in funzione sociale.

18 – Vogliamo un’Argentina socialmente giusta, economicamente libera e politicamente sovrana.

19 – Costruiamo un governo centralizzato, uno Stato organizzato e un popolo libero.

20 – In questo paese ciò che abbiamo di meglio è il popolo.

Il secondo mandato presidenziale di Perón terminò anticipatamente per via del golpe del ’55: egli se ne andò spontaneamente in esilio per allontanare il pericolo di una guerra civile. In quel periodo 1952-55 erano venuti a galla i contrasti tra Chiesa e peronismo: la prima cercava un proprio braccio di manovra politica in un partito democristiano a danno del Partito giustizialista, il secondo non tollerava l’ingerenza ecclesiastica negli affari pubblici.
Le dittature post-peroniste avevano dichiarato fuorilegge il Partito giustizialista, revocata la Costituzione del ’49 e riaperto il carcere di Ushuaia (chiuso nel 1947 a causa delle sue pessime condizioni) per detenervi nemici politici, inoltre (cose non fatte nel 1946-55) messo al bando il Partito comunista e reintrodotta la pena capitale.
Nel 1973 si torna alle elezioni e Peron prende il 62% dei voti tornando così alla guida del paese, l’anno seguente però morirà ed i governi che seguiranno saranno nuovamente spazzati via da un altro golpe nel 1976, quello di Jorge Rafael Videla. Le nuove dittature filo-americane termineranno nel 1983 dopo la sconfitta nella guerra delle Falkland-Malvinas e saranno seguite da un periodo (quello degli anni ’90) caratterizzato da una sperimentazione neoliberista nell’economia del paese, anche grazie al Fondo Monetario Internazionale che utilizzerà l’Argentina come laboratorio sperimentale per le dottrine di Milton Friedman e di Friedrich von Hayek. Questo portò al ritorno di una svendita del settore pubblico, alla privazione della moneta sovrana nazionale (il peso argentino venne legato al dollaro con rapporto di 1 a 1) e ad uno spaventoso indebitamento che culminò con il default del 2000. Il popolo scese in piazza e, cacciato il presidente argentino (che fuggì in elicottero), tornò a preferire i partiti peronisti.
Oggi tutti i partiti, sia di destra che di sinistra, hanno preso spunto dal movimento peronista. Benché d’ispirazione fascista, il peronismo non disprezza il comunismo, tant’è che l’attuale presidentessa Cristina Fernández de Kirchner ha aperto il partito Giustizialista all’Internazionalismo socialista.

militari golp Argentina 1955                                                                                                                           La boca.......  La Boca....1                                    Evita, una donna nata per comandare, che da figlia illegittima di un piccolo proprietario terriero diventa la prima VERA first Lady del Sudamerica! Per gli argentini è un eroina venuta dal basso che raggiunte le vette del potere è tornata ad abbracciare il suo Popolo

Banksy

26-mona-bazooka-banksy   Branksy lancio dei fiori

Banksy

Esiste davvero questo artista agitatore di folle, che lascia la sua firma per strada dipingendo stencil a sfondo politico sui muri di tutta Europa? Esponente della street art. Il suo vero nome non è noto, cresciuto a Bristol, così dicono!

Le sue opere a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica che, proprio con Banksy è arrivata a riscuotere un successo sempre maggiore presso street artist di tutto il mondo. I primi stencil appaiono proprio a Bristol, poi a Londra, in particolare nelle zone nordest e a seguire nelle maggiori capitali europee, notevolmente non solo sui muri delle strade, ma anche nei posti più impensabili come le gabbie dello zoo di Barcellona.

Alcune persone diventano dei poliziotti perchè vogliono far diventare   

il mondo un po migliore.

Alcuni diventano vandali perchè vogliono far diventare il mondo un 

un posto dall’aspetto migliore

Abbraccio BanksyBanksy_October_41                                              No futurebambina e soldato

Negli anni ottanta iniziò la sua carriera artistica firmandosi Kato e Tes, nel 1998 organizzò l’enorme raduno di graffitari Walls On Fire, insieme all’amico di Bristol e leggenda dei graffiti Inkie. Richiamò artisti da tutto il Regno Unito e da tutt’Europa, pose il suo nome dell’evento come starsystem dei graffiti europeo. Di solito il messaggio è contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti sono animali come scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa cabina telefonica assassina.

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Una sua caratteristica che ha reso famoso Banksy è la sua abilità ad entrare nei musei più importanti del mondo e appendere sue opere tra le altre già presenti.Passano giorni prima che qualcuno si accorga dell’intrusione. Lo stile in questo caso e preferiti sono, dipinti in stile settecentesco con particolari anacronistici (nobili con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas).

I famosi Rats sparsi per tutta Londra: curiosamente anagrammando la parola rat si può ottenere or (arte).

Il soggetto dei topi scelto per quanto odiati, cacciati e perseguitati, capaci di mettere in ginocchio intere civiltà.

topo con ombrellotopo con palatopo con pennellotopo con stereotopo e bambinatopo e cabina del telefono                                        Uno dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anzichè pistole è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 000 euro.

02-banksy-pulp-fictionNel 2006 fa circolare in 48 negozi sparsi per tutto il Regno Unito, copie parodie dell’album Paris di Parid Hilton che ridicolizzano la Hilton.

L’artista ha disegnato lo storyboard e diretto la sequenza che segue la celebre “gag del divano”: lavoratori asiatici, tra cui anche bambini e specie animali protette, producono in condizioni disumane i fotogrammi del cartone animato e il suo merchandising. La sequenza mostra provocatoriamente immagini di sfruttamento della manodopera minorile e violenza sugli animali (l’imbottitura delle bambole raffiguranti Bart Simpson è infatti ricavata dalla triturazione di gatti) e si conclude con il celebre stabile della Fox (quello che appare all’inizio di ogni film) trasformato in carcere di massima sicurezza.

Lady DianaBanksy ha stampato delle false sterline con Lady Diana al posto della regina Elisabetta

ma con carta e grafica simile alle banconote vere. Lo scopo era di lanciarle da un palazzo per vedere l’effetto, ma resosi conto della pericolosità insita nel gesto le tiene inscatolate nel suo studio.

La storia del ragazzo schiavo che cuce la UNION JACK, opera di Banksy provocatoriamente apparsa sui muri a Nord di Londra nel maggio del 2012, in tempo per il giubileo di Diamante della Regina Elisabetta, ha una storia lunga e tormentata…..

ma per la zona di Wood Green, quel bambinetto disegnato con stencil e bobboletta che simboleggia tutti i bambini schivi del mondo era diventato un beniamino, capace anche di richiamare un piccolo traffico turistico. Non a caso all’uscita della metropolitana erano spuntati puntuali cartelli di direzione. Strappato nello scorso febbraio dal muro accanto al discount Poundland che lo ospitava, era misteriosamente finito a Miami, e lì messo all’asta per una base di 450mila dollari; ma dopo le vibranti proteste della comunità di Wood Green era stato ritirato.

Messo all’asta dal Gruppo Sincura con un’offerta minima è di 900.000 sterline, il murale – adeguatamente restaurato – domenica sera è stato battuto per la cifra di 7000mila sterline (un milione di euro). L’acquirente è – pare – un collezionista statunitense. Tony Baxter, direttore del Gruppo Sincura, ha detto che non poteva divulgare il nome del proprietario né il pezzo battuto, ma ha insistito che è stato venduto legalmente. Le reazioni della comunità di Wood Green e dei suoi rappresentanti politici non si sono fatte attendere. I cittadini si sentono derubati di un qualcosa che era stato loro donato e, a meno che l’acquirente non sia un benefattore che donerà l’opera ad un museo, ci sono ben poche possibilità che il lavoro possa restare nel Regno Unito. In tutto questo Banksy non ha percepito alcun diritto sulla vendita.

L’esperto delle opere dell’artista, Robin Barton, ha affermato a Bloomberg che il murale è stato comprato dalla Wood Green Investments, società proprietaria dell’edificio in cui è stato trovato e venduto nel corso di un’asta silenziosa durata tre ore, durante la quale i partecipanti “sorseggiavano Taittinger e ascoltavano musica house mentre ammiravano il murale incorniciato e affiancato da un paio di guardie di sicurezza”. Il caso mette in luce un’antica tensione tra le possibilità del pubblico di godere dell’arte di strada e la sua tendenza a cadere nelle mani di collezionisti privati. L’opera più preziosa di Banksy, Wet Dog, fu venduta per 1,8 milioni di dollari nel 2008. Slave Labor, tuttavia, manca della certificazione di Banksy “Pest Control”, un sistema che l’artista ha concepito per sradicare i falsi – ma questo è probabilmente perché il servizio rifiuta di verificare opere di Banksy che vengono “rimossi dal loro contesto originale“, ha aggiunto Barton, cche è convinto che il pezzo sia originale. “Se vogliamo considerare che Banksy ha dato un contributo significativo alla storia dell’arte del 21 ° secolo, allora questa è meglio rappresentata attraverso le sue opere di strada più viscerali, spesso create nel cuore della notte con la minaccia di arresto sempre presente”, ha concluso Barton . “Le opere a stencil e spray sono una povera imitazione della cosa reale“.

Il murale attribuito Banksy e noto come Slave Labour

Slave Laboure Banksy

Volta e Gabbana

La musica è la chiaveDestra e Sinistra ora non hanno più senso come lo poteva essere qualche decennio fa per diventare forze antinazionali e conservatrici. Inglobati dal Sistema! I due schieramenti era un profondo spirito di appartenenza ideale e una forte identità culturale.

E allora è venuta la voglia di rompere tutto le nostre famiglie, gli armadi, le chiese, i notai i banchi di scuola, i parenti, le Centoventotto trasformare in coraggio la rabbia che è dentro di noi.
E tutto che saltava in aria e c’era un senso di vittoria
come se tenesse conto del coraggio
la storia.
E allora è venuto il momento di organizzarsi
di avere una linea e di unirsi intorno a un’idea
dalle scuole ai quartieri alle fabbriche per confrontarsi
e decidere insieme la lotta in assemblea.
E tutto che sembrava pronto
per fare la rivoluzione
ma era una tua immagine o soltanto
una bella intenzione.
E allora è venuto il momento dei lunghi discorsi
ripartire da zero e occuparsi un momento di noi
affrontare la crisi, parlare, parlare e sfogarsi
e guardarsi di dentro per sapere chi sei.
E c’era l’orgoglio di capire
e poi la certezza di una svolta
come se capir la crisi voglia dire
che la crisi è risolta.
E allora ti torna la voglia di fare un’azione
ma ti sfugge di mano e si invischia ogni gesto che fai
la sola certezza che resta è la tua confusione,
il vantaggio di avere coscienza di quello che sei
ma il fatto di avere la coscienza
che sei nella merda più totale
è l’unica sostanziale differenza
da un borghese normale.
E allora ci siamo sentiti insicuri e stravolti
come reduci laceri e stanchi, come inutili eroi,
con le bende perdute per strada e le fasce sui volti
già a vent’anni siam qui a raccontare ai nipoti che noi
noi buttavamo tutto in aria
e c’era un senso di vittoria
come se tenesse conto del coraggio la storia.

Giorgio Gaber, I reduci

Povera Italia...AMENOggi tutti devono dire Yes Sir pena bombe umanitarie e democratiche in arrivo. E finalmente un altro autorevole studioso come Meyssan (oltre ad Estulin nel libro Tavistock Institute) ribadisce la reale natura e funzione della UE, al di là delle stronzate mielose e false sulla presunta bontà del sogno europeo tanto diffuso da partiti e media SERVI.

rivoluzione interioreNelle dittature comanda un pazzo, nelle democrazie un intero manicomio

Ora è il momento dell’Italia il “made in” il “docg” dei PIIGS! In balia della BCE e dell’EURO, schiava degli USA e occupata dalle basi NATO. Una classe politica serva, ignorante ed incapace, una disoccupazione alle stelle ed uno stato sociale alle stalle, una corruzione endemica “funzionante” e funzionale al SISTEMA…..che ha già chiesto di inebriarsi del “bacio” del FMI!

basi USA in Italia

Favori, consensi, permessi e servizi a favore dei 4 soliti magna magna e a noi titoli di Stato rimasti invenduti sul Mercato, hanno bruciato le nostre riserve valutarie difendendo la lira di Soros concordato sul Britannia.

Colpi di grazia in sequenza, il Trattato di Maastricht, l’EURO, la BCE ed il Trattato “trans” di Lisbona, quest’ultimo votato senza “ne leggere ne scrivere”, dopo che qualche Popolo “meno ignorante” si era permesso di bocciarlo con i REFERENDUM. Ma il Popolino era distratto dai BUNGA-BUNGA e dalle morali relative, così nel frattempo è tutto un sputarsi addosso, camerieri dei banchieri e camerieri dei camerieri tra sostenitori del e sostenuti dal Capitalismo di Stato.

Venite a me.....siate numerosi, donate, donateVenite a me, siate numerosi……donate, donate!

Al mondo ci sarebbero risorse sufficienti ed energia pulita e benessere per tutti ma l’Oligarchia Finanziaria consente che fame, povertà, inquinamento, malattie e guerre confidino ai nostri bisogni. Tutti devono vivere in modo dignitoso! Altro che Italia, unica al Mondo, Repubblica fondata sul lavoro.

Basta con queste stronzate, basta con le solite speculazioni, basta con i poveri “felici e contenti” in prospettiva PARADISO, consigliati dai be(o)ti Papi e Madri! Basta ai “Tre Mondi” alle assassine Borse del cibo e dell’assurda Fame nel Mondo!

Se quelli del cosidetto Primo Mondo rimanessero nel loro non ci sarebbero ne il Secondo nè il Terzo, i clandestini siamo noi.

Volta e Gabbana                                                                                                                            Il mondo è uno e l’umanità pure ed unico il fine, che non giustifica nessun mezzo, se non è una vita degna di essere vissuta, da tutti! Ad ognuno il giusto, il naturale! Basta alle esportazioni di democrazia, restituiamo la Sovranità alle Nazioni e rendiamo pubblici i beni, i servizi, le risorse,le attività…,ed anche i Governi. C’è bisogno di cittadini rappresentativi e non di rappresentanti dei cittadini.

Il Mondo potrebbe essere un Eden a prescindere da quello che ne pensa Dio in cielo e la Pluto-teo-crazia in Terra. Naturalmente se ci rendessimo conto dell’inganno e dell’enorme truffa preparata ai nostri danni dal Potere Economico e se saremo capaci di riappropriarci, oltre che delle nostre facoltà mentali di tutte le nostre Sovranità, a cominciare da quella Monetaria. E se i politici, da “camerieri dei banchieri” diventeranno chef del Popolo!

Basta, abbiamo avuto un centinaio di anni di psicoterapia e il mondo sta peggiorando!

I senzadio chissà che non abbiano un piccolo ghetto ben protetto….

......l'inquietante banalità Siamo divorati dal nulla   Il silenzio assenzio                                                                      

quel brivido si chiama vita.....Quel brivido si chiama vita……..

Piccoli Uomini

albero   C’era una volta…..e c’è ancora, ma seguitemi, vi mostrerò angoli fantastici per passeggiare ed esplorare a vostro piacimento…..

bambina nel bosco                                                                                                                           ELFI

Chi sono? Sono visibili esclusivamente di notte, possibilmente sotto la Luna, che adorano come divinità. Bisogna essere molto attenti per riconoscerli, perchè possiedono il segreto dell’invisibilità: cioè pensano sempre “altro”, per esempio come sarebbe il cielo se ci fossero due Lune, o cose del genere.Amano tutto ciò che concerne la magia, dai tarocchi a Vanna Marchi; il fenomeno di un mistero li affascina tremendamente, credono nell’incredibile

Fisicamente

Nemmeno loro sono molto alti, ma snelli e leggeri, quasi niente, perchè la fame inizia alle tre del mattino e questa città a loro non ci pensa, così è tutto chiuso a ciccia. Vivendo molto al buio, hanno grandissimi occhi luminosi, più per essere visti che vedere, perchè comunque non hanno alcun interesse per un mondo ordinario in cui di magico c’è solo il Mago G.

Sono pallidi in viso e rossi alle mani, perchè si dimenticano sempre i guanti a casa e quando piove s’inzuppano, dal momento che odiano l’ombrello per pura testardaggine.

Cosa fanno

Stanno con le mani in mano, perchè non amano lavorare, e su questo punto vogliono mantenere il massimo riserbo.

Il loro territorio

è indubbiamente ad ovest, dove il sole tramonta e inizia la vita vera e propria. La loro predilezione va ai luoghi vicini ai corsi d’acqua ma non disdegnano le pozze stagnanti. Ci sono testimonianze di raduni esoterici molto speciali, ovviamente notturni, anche in altri posti della città:in mancanza dell’acqua si accontentano di un prato, o di un insieme di alberi, ai cui piedi piace sognare, che è la loro occupazione preferita.

due-lune,-paesaggio-digitale,-paese-montuoso,-montagna-145313 bambini nani                                              Folletti

Chi sono?

Loro invece sono visibili sempre dappertutto. Il guaio è che nessuno li nota. Li si può incontrare in diverse situazione e circostanze, a feste private e festival nazionali e ogni volta non sono a loro agio e spariscono dopo pochi minuti. Quello che veramente amano è girare da un luogo all’altro, perchè dopo un po sono fermi in un posto, iniziano ad agitarsi, quasi non si riesce a tenerli, neanche facendogli notsre che non hanno finito la birra. Loro sono già usciti e sono diretti dall’altra parte della città, giusto per vedere chi c’è. Siccome poi non c’è mai nessuno, non possono fermarsi, ne di giorno ne di notte, perchè la ricerca non conosce orari ne soste. Amano parlare molto ed ascoltare poco e sono curiosi: anche quando non hanno nessun interesse reale,s’informano, s’intrufolano, criticano e discutono ma tanto così, per dire. Quello che proprio non sopportano sono i documentari di Piero Angela, perchè non reggono la campagna,il meraviglioso mondo della natura li rattrista profondamente. Sono allegri solo in compagnia e quando sono soli, si addormentano.

Fisicamente

La loro particolarità sta nelle orecchie, Grandi, sempre aperte come antenne sempre all’erta, possono anche ruotare di 90 gradi e chiudersi: questo da maggiore aerodinamicità  se si ha fretta. La loro velocità li ha resi estremamente sottili, visti di fronte, ma di profilo sono larghi e piatti, così come hanno piatti i piedi per il gran correre. Hanno un naso particolarmente prominente per fiutare l’aria e prendere la situazione migliore, anche se poi finiscono per provarle tutte.

Cosa fanno

Sono ambite tutte le professioni in cui c’è da usare la parola e il movimento, purchè siano compiti separati, perchè appena si muovono non fanno più in tempo a parlare e viceversa.

Il loro territorio

La strada ovunque vada. La si trova prevalentemente agli incroci,, per le vie e nelle piazze, ma sopratutto nelle circonvallazioni, che di notte sono molto veloci. A volte viaggiano in gruppi di tre o quattro macchine, così anche se non trovano nesuno in giro, sono già in compagnia e il problema non si pone.

bosco1                                                                                                                            Mezzouomini

Chi sono?

Sono visibili di giorno, dal petto in su, perchè danno molta importanza al collo, dove possono esibire una gran varietà di piccole sciarpe annodate in modo strano. Curano particolarmente il loro aspetto e si allenano continuamente a ridere di gusto, perchè soprattutto sono molto diplomatici e ragionevoli. Amano il TG, dove più che le notizie, seguono con vivo interesse le mille combinazioni possibili fra il vestito e gli occhi dell’annunciatori.

Fisicamente

Ovviamente non sono per nulla alti, hanno spalle curve, esili braccia che si sono allungate col tempo per scopo di lucro e grosse mani capaci di contenere molti gettoni del telefono, per cui vanno letteralmente pazzi. Non hanno barba, il loro viso è molto liscio, all’apparenza aperto e gioviale, ma quando si arrabbiano la loro faccia diventa verde pisello molto intenso e questo a volte diventa un problema perchè può stonare con il colore dell’abbigliamento. Per questo comunque, cercano di irritarsi il meno possibile e il loro aspetto per la maggior parte del tempo sorridente, ma la realtà è che non si sono ancora abituati alla dentiera, ragione per cui non mangiano più da anni e sopravvivono di caffè e altri eccitanti che li rendono pericolosamente nervosi e sgarbati.

Cosa fanno

Lavorano, perchè  non amano stare con le mani in mano. Li troviamo in tutti gli uffici possibili e immaginabili, perchè essendo estremamente socievoli non sopportano la noia di un’occupazione solitaria, mentre invece tutti quanti insieme ci si diverte un mondo anche senza fare niente.

Il loro territorio

Il centro, perchè se non si va in centro a fare 4 passi e vedere un po di gente non sembra neanche di essere in una grande città.CasettaGnomi                                                                                                                        Fate

Chi sono?

Sono famose perchè diventano belle solo di notte,perchè di giorno nessuno si premura di cercarle. Per questo motivo, si sono convinte che gli esseri umani ci vedono solo al buio e così si aggirano indisturbate alla luce del sole, divertendosi a prenderli in giro e a fare mille dispetti, credendo di passare indisturbate. In realtà, di notte poi gli uomini si vendicano e gliele fanno pagare tutte, anche se ad un occhio distratto sembra che a pagare siano loro. Le fate sono molto gelose, sempre solo per motivi estetici. Sono gelosissime anche di se stesse, se si trovano più belle di quello che pensavano di essere.

Una fata in crisi di gelosia si riconosce dalle scarpine che getta urlando contro qualsiasi cosa o persona sottomano: sono sempre di un bel rosso brillante, con un tacco molto appuntito, a cono rovesciato, un po come il copricapo stellato che ormai nessuno usa più, perchè è considerato tremendamente fuori moda e poi è veramente scomodo per chi ama così tanto andare al cinema. Del mondo moderno adorano ogni sorta di usa e getta, perchè hanno già le tasche piene di gomme e temperini profumati alla fragola. Usano colori sgargianti, non sopportano di passare inosservate.

Come sono fisicamente

Dipende. Solitamente basse, tarchiate e molto muscolose, quando scende la sera subiscono una inspiegabile trasformazione, per cui rimangono basse tarchiate e muscolose, ma così seducenti chissà perchè. I loro capelli si accorciano di giorno e si allungano di notte. Quello che rimane invariato è il naso, che ricoprono di una polverina particolare che lo rende invisibile, per poterlo ficcare dappertutto.

Cosa fanno

Le fate adorano socializzare che nel loro gergo significa “aggirarsi spettegolando e tormentando la gente”. Trascorrono il loro tempo preferibilmente dai parrucchieri, a rovinare capelli altrui con permanenti e tagli impossibili e nelle migliori botiques, dove con le loro magiche convincono le persone abbastanza piacenti da suscitare la loro invidia a comprarsi abiti e accessori assolutamente fuori luogo e misura, solo per renderle ridicole- Si dice che ultimamente si siano intrufolate anche nel mondo della cultura e dello spettacolo, ma questa è una vera maldicenza-

Il loro territorio

La difesa del territorio è uno dei problemi principali delle fate, sopratutto in città. Del resto, anche loro sono delle belle abitudinarie, vogliono sempre lo stesso posto, escono in gruppo e si trovano a loro agio dove c’è movimento e aria di festa: amano moltissimo, per esempio, i rivenditori di porchetta agli angoli della strada, ma non si disdegnano le feste private, purchè ci sia gente alla moda, così gli altri sono tutti in nero e loro possono spiccarebambina

Fate stay night - 02

Coboldi

Chi sono?

Ma….sno?

La loro peculiarità è che sono visibili, ma non esistono E’ possibile vederli “udire la loro voce” e a volte perfino toccarli (se qualcuno sente il desiderio perverso di farlo), e tuttavia nessuno è mai riuscito a dimostrare che esistono. Nemmeno loro.

E si che sono sempre in tanti, generalmente contro uno. I coboldi odiano tutto e tutti e brontolano dal mattina alla sera perchè non c’è niente che va bene, tranne naturalmente che essere un cobaldo: cioè rabbioso,polemico,petulante e rissoso. Quando incontrano un tipo così, allora diventano veramente bendisposti e buontemponie gliele suonano di santa ragione, perchè detestano sentirsi allegri e disponibili.

Come sono fisicamente

Nessuno ha mai visto un coboldo negli occhi, perchè li tengono ben chiusi: ci mancherebbe che devono anche guardare! In ogni caso, portano sempre buffi occhiali scuri che non puliscono mai perchè non servono a niente. Ovviamente sbattono spesso contro i vari pali metropolitani e la loro faccia nel tempo è diventata piatta e genericamente tumefatta, di un bel colore violaceo, che è anche tanto di moda quest’anno. Sul naso, portano delle originali mollette variopinte e considerano grande saggezza lasciar cadere tutti i denti, per non avere mai la tentazione di ridere, tipico fenomeno umano estremamente volgare e inutile. La testa è sproporzionatamente più grossa dell’intero corpo, che non sempre ricordano di avere, anzi lo dimenticano spesso in giro, sopratutto negli angoli, perchè è lì che amano fermarsi a borbottare.

Cosa fanno

Naturalmente niente, anzi disprezzano profondamente tutti quelli che si danno un gran daffare, le cosiddette persone di “buona volontà”. Solo quando si ammalano, vengono presi da un insano desiderio di attività: allora diventano frenetici nel loro tentativo di fare andare peggio le cose e in questo, bisogna dirlo, sono insuperabili. A turno si piazzano possibilmente negli enti pubblici o statali, dove ritrovano in poco tempo la sana voglia che vada tutto in vacca.

Il loro territorio

Il loro posto preferito rimane la metropolitana, soprattutto di notte , che sembra fatta apposta per le loro esigenze,ma si adattano a qualunque zona, purchè munita di angoli, gradini o panchine, perchè quando hanno con sè anche il corpo, si stancano facilmente e cercano ogni due per tre di afflosciarlo da qualche parte.

finalfantasyxivnews5cit                                                                                                                            Nani

Chi sono

Odiano essere confusi con i mezzouomini, cosa che capita regolarmente.Il fatto è che i nani non si possono vedere mai perchè sono veramente troppo piccoli:perciò, se ne vedete uno, state pur certi che è un mezzuomo. Detto questo, dal momento che comunque esistono, hanno il loro caratterino, che è tutto d’un pezzo, combattivo e permaloso, anche se per natura si inteneriscono davanti ad una manifestazione sindacale, a parte di non essere calpestati. Apprezzano molto lo scopone scientifico e tutti i giochi competitivi, ma non amano giocare d’azzardo, essendo estremamente avari e non accettando assolutamente di perdere. Sono grandi collezionisti di tutto quello che trovano in giro, ma prediligono i bottoni, soprattutto gli automatici, gli accendini Bic, le chiavi di casa e della macchina. A volte si incapricciano di occhiali da vista, così poi si devono mettere a letto un po di giorni per il gran mal di testa.

Come sono fisicamente

Ovviamente non si sa assolutamente come siano fatti Tuttavia, si può capire che c’è un nano quando si vede un filo di fumo che sembra nascere dal nulla: è il suo cappello che fuma e questo vuol dire che è molto arrabbiato. Oppure può capitare di intravedere delle righe colorate volare veloci nella stanza: è un nano felice in tuta che sta saltellando. Se le righe sono orizzontali, il nano sarà magro, se sono verticali, sarà un nano grasso: questo perchè anche se rudi, alla loro bella figura ci tengono.

Cosa fanno

Costruiscono, loro costruiscono sempre non per questo portono a termine quello che fanno, anzi quasi mai. Quando vedete in giro mezzo ponte, una parte di aquedotto, o degli eterni lavori in corso, potete stare certi che ci sono di mezzo loro. Con questo, sono dei lavoratori di grande iniziativa, nel senso che iniziano, iniziano sempre e perciò sono molto richiesti nelle imprese edili, sia private che pubbliche ma la loro preferenza è senz’alto a quelle pubbliche dove incominciano sempre tanti progetti senza pretendere che siano anche portati a termine.

Il loro territorio

Sono appassionati di lotta e hanno vivissimo il senso della sfida: basta che siano coinvolti personalmente, perciò seguono con vero interesse l’esercito,la polizia e tutte le forze dell’ordine in azione; i più evoluti tra loro si divertono moltissimo in Borsa, ma la maggior parte è presente in gran massa negli stadi e ai concerti Rock, dove c’è sempre un gran casino e la gente perde veramente di tutto.bambini su marciapiede

Ogni tanto perdere la testa divertendosi a fantasticare e ironizzare ci si sente più apprezzati da noi stessi…..

Il Muro

Oltre all’acronismo, nel momento in cui, dopo anni, tanti muri, fi sici e culturali sono crollati, perchè desiderare di costruirne altri? Perchè desiderare le divisioni, le disuguaglianze? Come potete desiderare sentimenti o disunioni che, ci fanno stranieri gli uni agli altri? Riguardo i valori dell’uomo, dove sono spariti così velocemente, senza lasciare tracce su questo percorso fatto dai nostri predecessori? La morale così poco professata ai nostri tempi “moderni” Ci si deve impegnare, comportarsi bene, con onestà, esortare l’etica, abbattere i muri e non continuare a costruirne di altri. Il primo muro che, vi verrà in mente è il muro di Berlino.

berlinwall-980  http://www.youtube.com/watch?v=YR5ApYxkU-U

Il muro è dunque sinonimo di oppressione, prigionia, ingiustizia. Vennero uccise persone dalle guardie scoprendo che cercavano di scavalcare e riconquistare la libertà Il Potere, il Controllo rappresentava per gli oppressori gli equilibri del mondo. Squilibrati! I muri continuano ad esserci, sorvegliati da uomini armati,per la salvaguardia del mondo intero, Palle grosse palle, loro sono la minaccia. In quel di Cuba a Guantanamo, avamposto USA atto a sorvegliare e proteggere i confini americani. Il muro del pianto o muro Occidentale. Il punto più sacro per gli Ebrei.

Guantanamo MuroDelPianto                                  Il muro in Palestina lungo 700km meglio chiamato il Muro della Vergogna per le limitazioni alla libertà, barriera fisica che si trasforma in ostacolo pratico e che diventa metafora del nostro sentimento di chiusura Ghettizzazione e Apartheid provocato negli animi dei palestinesi. Senza parlare dei massacri e della terra portata via ad un popolo che è sempre vissuto lì.

Muro in Palestina

http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=76

dottori a Gaza                                                                                                                        Un’altro muro è la Muraglia Cinese, eretta sempre come mezzo di difesa Una strada lunga oltre 3000 km
Sopra di essa correva una strada per permettere ai messaggeri, in caso di pericolo, di dare l’allarme e di far accorrere le truppe. La Grande muraglia infatti avrebbe dovuto servire come frontiera invalicabile per le numerose tribù nomadi, per lo più di origine mongola, che continuamente minacciavano di                                 invadere la Cina

banksy_in_palestine_2                                                                                                                          http://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/non-solo-berlino-ecco-tutti-i-muri-del-mondo/